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INVIATO CITTADINO Giardini Carducci. Risorge il monumento al Pictor optimus

Un lavoro in punta di pennello… e torna a casa il pennello che più non c’era. Penicillum redivivum

Giardini Carducci. Risorge il monumento al Pictor optimus. Un lavoro in punta di pennello...  e torna a casa il pennello che più non c’era. Penicillum redivivum.

Inaugurata l’opera bronzea che celebra il Divin Pittore per una doppia ricorrenza: il 500.mo dalla morte e il secolo dall’erezione dell’opera di Enrico Quattrini.

Un’opera che, grazie all’Art Bonus, torna allo status quo ante. Per effetto di un restauro durato quasi tre mesi e al quale dedicammo un ammirato sopralluogo.

INVIATO CITTADINO Sotto i ferri Pietro Perugino ai Giardinetti. Senza anestesia. Tornerà "più bello e più superbo… che pria"

La bellezza (quella dello sponsor Diva Internazional) che sovviene a una bellezza, invero un po’ sfiorita. Provata dal tempo edax rerum e divoratore perfino di un monumento bronzeo, in degrado, anche se nato per essere aere perennius.

Impietose deiezioni di piccioni avevano segnato quel capolavoro, emersione di striature verdognole di rame, lacerazioni e spoliazioni l’avevano ridotto l’ombra di se stesso. E ancora scritte, avulsioni, bottini. “La prevalenza del cretino”, avrebbero detto, e scritto, la coppia Fruttero e Lucentini.

Il primo e più colpevole: lo strappo del pennello che l’Angelo porge a Pietro. Ricordo di averlo visto un tempo, quand’ero bambino. Prima che un mano scellerata ne facesse scempio.

Un pennello che costituiva la chiave interpretativa e concettuale dell’opera voluta dai perugini che ci hanno preceduto. E che è nostro compito tramandare a quelli che verranno.

Foto - Inaugurazione del restauro del Monumento a Pietro Perugino ai Giardini Carducci (foto esclusive Sandro Allegrini)

In quell’Angelo si è voluto vedere la Musa della pittura, il Genio alato, la metafora dell’ispirazione, la componente sacra di un artista eccelso… irrimediabilmente miscredente, eppure magicamente votato alla narrazione della santità.

L’inaugurazione è stata una festa di tutta la città. Con gli assessori Varasano e Numerini a festeggiare, insieme al sindaco Romizi che ci ha regalato una spigolatura della propria infanzia e giovinezza: prima a giocare sotto i portici e intorno al monumento. Poi, da adolescente, ad avvertire i primi palpiti del cuore, vicino alle grazie di una fanciulla, con animo leggero come un battito di ciglia. Esperienza che abbiamo condiviso e che intendiamo consegnare a bambini e ragazzi di domani.

Cartoline e spigolature, ricordi e nostalgie che dànno il senso di una peruginità. Profonda.

C’erano anche il prefetto Gradone e il questore Bellassai. Oltre al team Art Bonus, alla brava restauratrice,  alle mecenati Maria Chiara e Letizia Cocchioni, ambasciatrici di grazia.

È stato emozionante rivedere quel pennello in mano all’Angelo. Nella speranza che non ci sia al mondo il solito scriteriato a strapparlo per farne miserabile bottino.

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