Per non dimenticare il grande educatore Giacomo Santucci, che tanto ha fatto per Perugia

Ricordare il grande educatore Giacomo Santucci nel decennale dell’intestazione, alla sua memoria, dell’Istituto comprensivo Perugia 5 di via Chiusi

foto storica, Santucci (di spalle, col dito sulla bocca del Grifo) al restauro del Grifo e del Leone

Ricordare il grande educatore Giacomo Santucci nel decennale dell’intestazione, alla sua memoria, dell’Istituto comprensivo Perugia 5  di via Chiusi. Appuntamento con la città: mercoledì 21 novembre alle 10:30. Un atto dovuto, per non dimenticare chi si è tanto adoperato per il progresso materiale, civile e culturale della città d’Euliste.

Pare il caso di ripercorrere rapidamente alcune fondamentali scansioni della vita e dell’attività di Giacomo Santucci. Le origini popolari, la frequenza del Pieralli, la persuasa convinzione di un’educazione ispirata alla cultura  democratica, laica e socialista di maestri e amici come Aldo Visalberghi, Walter Binni, Giacomo Cives e soprattutto Aldo Capitini, cui Santucci restò sempre particolarmente legato. Era necessario avvalersi di metodi nuovi, come quelli avviati dal Movimento di Cooperazione Educativa, di cui Giacomo fu partecipe attivista e concreto attuatore nella sua esperienza di insegnante.

Come direttore didattico, Santucci intese fornire risposta originale ed efficace ai problemi delle classi sociali subordinate con la Scuola a tempo pieno di Chiugiana di Corciano. Lì si avviarono, fra l’altro, esperienze avanzate di didattica della matematica attraverso l’insiemistica, ma anche linguistiche, anche tramite  una responsabile rivalutazione della componente linguistica e antropologica dialettale, come caratteristica identitaria. Amici e collaboratori come Walter Pilini fecero il resto.

Ne 1970, Santucci si candidò con successo al Consiglio Comunale di Perugia e ricevette la nomina ad assessore alla Cultura e Istruzione. In tale veste fu precursore (in una visione formativa, non semplicemente custodialistica)  nell’istituzione di Scuole dell’Infanzia comunali, in seguito assorbite dallo Stato. In veste di amministratore, volle testardamente superare le difficoltà che si frapponevano al condurre a conclusione l’interminabile restauro dei simboli cittadini del Grifo e del Leone (vedi foto storica in pagina).

Seppe ridare slancio alla cultura popolare con la ripresa del teatro, delle bande musicali e della poesia dialettale, rilanciò il teatro Morlacchi in un circuito nazionale di rilevo. Al termine del mandato, Santucci tornò alla sua attività di Direttore  per assumere infine la Presidenza dell’“Asilo Santa Croce” (oggi “Scuola dell’ Infanzia Santa Croce Maria Montessori”), la prima Istituzione scolastica moderna di Perugia dopo l’Unità d’Italia, così cara al Comune e ai cittadini, divenuta, nel tempo, punto di riferimento internazionale per il sistema educativo montessoriano.

Per il suo impegno rivolto ai bambini, per l’educazione e i riconosciuti meriti acquisiti nei confronti della città, venne insignito nel 2001 dell’iscrizione all’“Albo D’Oro” del Comune di Perugia, nella ricorrenza del XX Giugno, data che gli era particolarmente cara come vero e proprio “compleanno laico” della città. A memoria ed esempio della sua figura di persuaso educatore, gli sono state intitolate la Scuola dell’Infanzia di Strada Pian della Genna e la Scuola Primaria di Via Chiusi.

La cerimonia avrà luogo nell’Aula magna “Donato Fezzuoglio”, in via Chiusi, con la partecipazione di Andrea Romizi,  Sindaco di Perugia, di Dramane Wagué,  Assessore al Comune di Perugia, di Antonio Bartolini, Assessore alla Regione Umbria, del Dirigente scolastico Gallina, dell’Inviato Cittadino che racconterà alcuni episodi sconosciuti della figura e del lavoro santucciani. Ricordo e ringraziamenti a cura dell’avvocatessa Maria Santucci, nipote di Giacomo. La manifestazione sarà allietata dal coro della Scuola Primaria “Giacomo Santucci”.

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