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Sabato, 15 Giugno 2024
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Forse i Velimna di San Casciano erano parenti dei Velimna del Ponte. Già si pensa a un gemellaggio

Forse i Velimna di San Casciano erano parenti dei Velimna di Ponte San Giovanni. Suggestione dell’amico Gino Goti. E la Pro Ponte di Antonello Palmerini ha in animo di contattare Agnese Carletti, sindaco di San Casciano dei Bagni (Siena), luogo dello straordinario ritrovamento. Evento che ha sconvolto il mondo dell’archeologia.

E se si facesse un gemellaggio fra le due comunità, probabilmente discendenti dallo stesso ceppo?

È un’ipotesi che sembra non dispiacere ai nostri “Etruschi del fiume”.

Stupore e ammirazione per il cospicuo bottino. Definito come la più importante scoperta del terzo Millennio. Si parla di 24 statue in bronzo, in perfetto stato di conservazione, ex voto e vari oggetti. Materiali individuati nell’antica vasca sacra della sorgente termo-minerale del Bagno Grande. Oltre a cinquemila monete in oro, argento e bronzo. Roba da far impallidire perfino i Bronzi di Riace. Per quantità e qualità dei pezzi repertati.

Insomma: i ponteggiani gradirebbero un gemellaggio tra i “Velimna, gli Etruschi del Fiume” a cui è intitolato l’Ipogeo dei Volumni, e il ramo della famiglia Velimna, rintracciato nelle scritture degli scavi. La lettura dei reperti non dà adito a dubbi di sorta. Riesce a leggerlo anche un bambino. Velimna: un nome facile-facile… che è tutto un programma.

Certo che quel santuario etrusco-romano, riferibile (si dice) al II secolo avanti Cristo, ha conferito un imponente materiale di studio. Gli interventi di restauro sono già in atto, a documentare l’impellenza del mondo della cultura di poter apprezzare l’originaria bellezza di quei bronzi rimasti intatti.

Perché una cosa è certa: alla luce di questa scoperta, è tutta da riscrivere la storia dell’antica statuaria in bronzo di età etrusca e romana.

P. S. Certo che l’Inviato Cittadino, mezzo etrusco e mezzo aretino, gongola per questa probabile ascendenza. Hai visto mai?

1 Antonello Palmerini con le etruscologhe Luana Cenciaioli, Agnese Massi Secondari, Maria Angela Turchetti (foto Sandro Allegrini)

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