Gaucci divide ancora Perugia: una tribuna del Curi dedicata a Luciano? Si scatena il dibattito...

La proposta dell'assessore comunale Pastorelli ("Si può fare, sarebbe un bel segnale di gratitudine") ha suscitato una polemica sui social tra favorevoli e contrari

Commozione, nostalgia, emozioni riaffiorate dopo anni di letargo e ancora rabbia per il costo pagato dal Perugia e dalla città con il fallimento del 2005, seguito alla finale dei playoff di B persa con il Torino. Tutto questo ha scatenato la morte di Luciano Gaucci, scomparso 81enne l'1 febbraio a Santo Domingo dove si era ritirato in seguito alle vicende giudiziarie legate proprio al fallimento del club biancorosso (fu rinviato a giudizio insieme ai figli e poi patteggiò una pena di tre anni di pena, poi indultata, per bancarotta fraudolenta e reati fiscali), padre-padrone di un Grifo che sotto la sua gestione toccò vette altissime ma come Icaro vide le sue ali sciogliersi e precipitare giù dopo essersi avvicinato troppo al sole.

Materazzi: "Grazie Gaucci, dopo di te il nulla a Perugia"

CROCE E DELIZIA - Il ritorno in B e poi in A, campionati vissuti da protagonisti e futuri campioni del mondo come Materazzi e Grosso (senza contare il giovanissimo Gattuso passato per Pian di Massiano prima di 'emigrare' in Scozia) a deliziare il 'Curi' insieme ad altri campioni come Rapajc, Nakata, Ze Maria o Liverani (e qui la lista sarebbe lunga...), o allenatori del calibro di Ilario Castagner (già tra gli artefici del 'Perugia dei miracoli' negli anni '70) o Giovanni Galeone. Tutto questo è stato Luciano 'Urgano', che con questo soprannome è stato ricordato su uno striscione esposto dai tifosi perugini nell'ultima trasferta di Castellammare, che ha visto il Grifo del suo 'figlio' calcistico Serse Cosmi vincere 2-1 e riportarsi a -2 dal secondo posto dopo aver rispolverato il vecchio caro 3-5-2. E ancora la Coppa Intertoto vinta nel 2003 e i sedicesimi di Coppa Uefa raggiunti nel 2004, quando l'esodo del popolo perugino in Olanda non bastò a centrare l'impresa contro il Psv, ma anche sofferenza e incredulità quando nel 2005 tutto svanì d'un colpo, con il Perugia fallito e costretto a ripartire dalla Serie C (grazie al lodo Petrucci) con i fratelli Silvestrini al comando per poi rifallire nel 2010 e ripartire addirittura dai dilettanti (solo nel 2014 il tanto agognato ritorno in B con Santopadre presidente).

FOTO Addio a Luciano Gaucci: cordoglio, nostalgia e ironie sui social

LA PROPOSTA - Emozioni forti nel bene e nel male che continuano a dividere il popolo del Grifo, unito nel cordoglio dopo la notizia della morte ma tutt'altro che unanime sull'idea lanciata da Clara Pastorelli di intitolare una tribuna dello stadio 'Curi' a Gaucci: “Si può fare - ha dichiarato l'assessore allo Sport del Comune di Perugia in un intervista rilasciata il 5 febbraio all'edizione umbra de 'La Nazione' -. Sarebbe un bel segnale di gratitudine per ciò che ha fatto”. Parole che non ha trovato consenso unanime e tra chi ha pubblicamente manifestato il suo disaccordo c'è anche Matteo Grandi, seguitissimo sui social: “Luciano Gaucci ci ha fatto divertire - ha scritto su Facebook il giornalista e 'influencer' perugino - ci ha regalato grandi risultati, ha riacceso una passione enorme intorno al Grifo. Però facciamo le persone serie: gli stadi, le tribune e le piazze si dedicano a persone irreprensibili e la storia di Big Luciano è costellata da troppe macchie per ambire a una tribuna del Renato Curi. Piuttosto visto che ci sono brillanti menti in vena di proposte: cogliete l’occasione per dedicare la tribuna del Curi a Franco D’Attoma. Quello sì che sarebbe un gesto da applausi”.

La morte di Gaucci, il messaggio di Cosmi è da brividi

POPOLO DIVISO - Un post, quello di Grandi, che ha immediatamente scatenato il dibattito con decine di commenti contro e a favore. C'è chi gli ricorda che a D'Attoma (presidente dell'imbattibilità e grande innovatore anche dal punto di vista del marketing, ma un manager abile nel gestire le risorse societarie e non un patron) "è stato già dedicato il viale di fronte allo stadio"; chi sostiene che "nello sport e quindi nel calcio le cose serie sono il tifo e l'amore per la propria squadra senza se e senza ma. Gaucci ha reso felici anche gli ultimi che a torto o a ragione si riconoscevano in lui . Un vero uragano di emozioni" e chi aggiunge che "tra chi popola il mondo del calcio ai massimi livelli c'è chi è molto peggio di Gaucci. Se facciamo davvero i moralisti dobbiamo smettere di guardare il calcio". Altri gli danno invece ragione sostenendo che "per Intitolare una parte di città serve un comportamento esemplare" o chiedendosi "ma poi adesso seriamente e con tutto il rispetto, ma che figura ci facciamo? Una tribuna nello stadio di una squadra di calcio intitolata a un Presidente che l'ha fatta fallire! Come se al Tardini di Parma ci fosse una tribuna 'Tanzi' per via dei vari Crespo, Cannavaro e Buffon". Una tesi che sarebbe difficile da spiegare per esempio a Napoli o in Argentina, dove Maradona è visto come un simbolo nonostante la sua vita discussa e turbolenta. Non mancano infine le ironie: "Che ne so no sgabuzzino degli spogliatoi se po fa" oppure "Anche se ancora in vita .. dedicare alla Tulliani (celebre ex fidanzata di Gaucci, ndr) almeno il chiosco del Borghetti?".

Da Matarrese a Santo Domingo: Gaucci è ancora 'virale'

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