Gastronomia e beneficenza, due perugini e un tartufone di quasi quattro etti

Se lo sono aggiudicati, per la rispettabile somma di 1200 euro, i peruginissimi fratelli Michele e Giulia Giudizi, titolari del ristorante “Al Tartufo” di via Ulisse Rocchi, 4

Quando gastronomia e beneficenza vanno a braccetto. Un tartufone da leccarsi i baffi, acquistato da perugini in una cena di carattere filantropico. Ovviamente, tra le finalità rientrava anche la promozione dei prodotti tipici del nostro territorio.

Accade in quel di Pietralunga, dove un cospicuo gruppo di benefattori (anche di se stessi) si riunisce per una cena di gala/gola a scopo benefico. Una occasione speciale che ha visto misurarsi ai fornelli ben 20 chef (molti ‘stellati’) i quali hanno messo a disposizione la propria valentia professionale e non comuni risorse di calda umanità.

Finalità dichiarate di alto valore etico e solidale. Primo obiettivo: quello di aiutare una ragazza, affetta da malattia rara, a realizzare il sogno di veder pubblicato il suo libro.

Secondo scopo: quello di dotare la scuola di Pietralunga di un indispensabile defibrillatore. L’evento (organizzato da Solidart con Giuliano Tartufi) in quel di Pietralunga, al ristorante Candeleto.

Al termine del trimalcionico e raffinatissimo banchetto, si è svolta un’asta benefica che ha visto mettere in palio un tartufone di quasi 4 etti. Se lo sono aggiudicati, per la rispettabile somma di 1200 euro, i peruginissimi fratelli Michele e Giulia Giudizi (in foto), titolari del ristorante “Al Tartufo” di via Ulisse Rocchi, 4.

Commenta Michele, chef di vaglia: “Lo abbiamo pagato oltre il semplice valore commerciale, nella consapevolezza che una parte di quella somma verrà destinata a finalità sociali. Mia sorella e io pensiamo che la solidarietà debba marcare le nostre scelte di vita e di lavoro”.

Fra i commensali, numerosi membri dell’Associazione Russia in Umbria con la giornalista Larisa Gavrilova, lo scrittore “del Lago” Marco Pareti, il sindaco Mirco Ceci e tanti amici perugini.

Intanto, il frutto di quella generosa offerta – ossia quel tartufo profumatissimo – attende quanti avranno il piacere di gustarlo. Pensando che anche il loro gesto vada oltre la gola e che scenda un po’ più giù… magari fino al cuore.

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