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Martedì, 7 Febbraio 2023
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INVIATO CITTADINO Perugia, capitale mondiale della grafica

Presenti artisti di 17 nazioni, dall’Europa alle Americhe, dalla Cina alla Repubblica Sudafricana

Galleria Diego Donati, San Francesco al Monte. Perugia, capitale mondiale della grafica. Presenti artisti di 17 nazioni, dall’Europa alle Americhe, dalla Cina alla Repubblica Sudafricana. Nel segno di padre Diego Donati (ofm), il frate incisore di Monte Ripido. La cui nipote Ada, vigile custode dell’opera e del nome del Maestro, ne mantiene viva la memoria attraverso il Premio a lui intestato nella Biennale di Grafica Contemporanea (BGG), giunta ormai alla settima edizione. Dopo la sesta, tenuta in modo virtuale, causa pandemia.

L’esposizione è quanto di più e di meglio renda conto della produzione artistica contemporanea e si dipana nelle vaste sale della Galleria del convento francescano.

La prima sala è quella riservata ai Maestri (15). Fra i quali si annoverano Ruslan Agirba, Piero Barranca, Mario Benedetto, Marina Bindella, Rodolfo Ceccotti, Deborah Chapman, Franco Donati, Franco Dugo, Andrew Levitsky, Salvatore Lovaglio, Stefano Luciano, Franco Menegon, Dunio Piccolin, Maria Chiara Toni, Marcello Trabucco.

Un totale di 96 artisti. Partecipano anche 15 ragazzi della nostra Accademia di Belle Arti: 12 laureati e 3 studenti.

La giuria (composta da Ada Donati, Serena Cavallini, Mimmo Coletti, Marinella Caputo, Chiara Cavanna, Mariaelisa Leboroni, Valerio Niccacci) ha decretato vincitori ex aequo Gianni Favaro e Sako Agim. Segnalazione di merito ex aequo al secondo posto per Christiaan Diedericks e Vinicius Libardoni. Segnalazione ex aequo al terzo posto per Camilla Casalino, Roberto Rellini, Miche Stragliati e Florida Xheli.

Il resoconto puntuale dello straordinario evento è fornito mediante un elegante catalogo di 140 pagine. Presentazione dell’Assessore alla Cultura del Comune di Perugia Leonardo Varasano e della Presidente Ada Donati. Col valore aggiunto di una poetica e puntuale riflessione di Mimmo Coletti, dal titolo “I mille riflessi del mondo”. Riflessi e riflessioni del personaggio che considero la punta di diamante della critica e della storia dell’arte.

Dopo due grafiche di Diego (Perugia da Sud-Est e Perugia, Sole sul sagrato del Duomo) compaiono la teoria di immagini vergate in un elegante bianco e nero. Fino a un’accurata sezione biografica (pp. 117-140), un autentico vademecum utilissimo per i cultori della materia.

Piace ricordare che il logo della Biennale è del rimpianto Umberto Raponi, che di Diego fu assistente e amico.

Perugia deve riconoscenza al lavoro paziente e competente di Ada Donati, una delle poche persone capaci di riconoscere, e spiegarti pazientemente, tecniche e linguaggi: dalla puntasecca all’acquaforte, dall’acquatinta al punzone, dal bulino alla xilografia. È per questo che ritengo indispensabile visitare questa mostra eccezionale. C’è tempo fino al 30 dicembre. Ma mi permetto di auspicare un indispensabile prolungamento al nuovo anno.

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