Galeotta fu Perugia per la nascita del grande amore fra Luchino Visconti ed Helmunt Berger

Ce ne dà notizia lo storico del cinema perugino Fabio Melelli che conosce scene, controscene e retroscena della gente del cinema

Galeotta fu Perugia per la nascita del grande amore fra Luchino Visconti ed Helmut Berger. Ce ne dà notizia lo storico del cinema perugino Fabio Melelli che conosce scene, controscene e retroscena della gente del cinema.

Ci dice: “Nella sua autobiografia, uscita per l’editore francese Séguier (collana “Autoritratti”), l’attore austriaco racconta della sua presenza a Perugia e dell’incontro col grande regista de ‘Il Gattopardo’”.

Sotto il titolo “Il grande amore della mia vita: Luchino Visconti” scrive Berger: “La stampa ha sempre scritto che avrei incontrato Luchino Visconti a Roma o a Ischia. Non è vero”.

Racconta che lavorava come barman in Italia coltivando il sogno di incontrare gente del mondo artistico. “Nel periodo in cui Visconti entrò nella mia vita, svolgevo i miei studi a Perugia”, dice inequivocabilmente.

Ma come si trovò fra i travertini della Vetusta? Scrive Berger: “Fu un periodo gioioso”.

Poi spiega di avere grande facilità di apprendimento delle lingue straniere. “A Perugia, assorbivo le melodie, la lingua perugina e il vocabolario come una spugna”.

Dunque, Perugia, i suoi abitanti, le lezioni alla Stranieri vengono sommamente lodati come “facilitatori” di rango per l’apprendimento della lingua italiana.

Poi il dettaglio dell’inizio della storia, che Melelli ci riassume così: “Berger, per sostenere l’esame di Italiano, doveva superare prove di cultura e civiltà italiana in territori viciniori. Fu così che – un sabato del mese di maggio – accompagnato da un compagno di studi, si reca ad Assisi per una visita che coniuga cultura e piacere”. “Si recò, successivamente, anche a Volterra, dove avvenne l’incontro col regista nel 1964, durante le riprese del film ‘Vaghe stelle dell’Orsa’”.

L’evento rappresentò il punto di svolta per la vita privata e professionale di Berger: tra i due cominciò una relazione affettiva che avrà termine solo con la morte del regista milanese (1976). Berger dichiarò di “essere rimasto vedovo” all’età di 32 anni. Da lì in poi fu tutta una serie di depressioni e crisi, economiche e affettive. Matrimoni con donne e uomini, vita professionale fra alti e bassi, ma non più all’altezza de “La caduta degli dei”.

Perugia porta al petto la medaglia di aver fatto apprendere la lingua italiana fra le porte laccate e i validi docenti di Palazzo Gallenga-Stuart. E di aver, indirettamente, assecondato la nascita di un rapporto affettivo di grande intensità.

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