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Il nuovo caso social: "soldatini" a Fontivegge, termine affettuoso o improprio?

La parola utilizzata dal giornalista ed ex candidato a sindaco di Perugia ha alimentato un dibattito su facebook. Come sempre sono due i popoli che si fronteggiano...

"E a proposito della richiesta del Comitato di Fontivegge: pensate davvero che bastino otto soldatini per tenere lontani gli spacciatori? Bisogna cercare altre soluzioni, che sono difficili, è ovvio. Ma la sola repressione non basta": il pensiero, riportato sul suo profilo Fb, è dell'ex candidato a sindaco Giuliano Giubilei, giornalista Rai e ai vertici del Tg3. Il riferimento è alla richiesta del Comitato di quartiere effettuata al sindaco e al prefetto per pattugliare le zone calde come via del Macello, piazza del Bacio e altre aree di Fontivegge dove hanno rialzato la testa i clan dello spaccio.

Giubilei considera questa ipotesi non risolutiva del problema, e fino a qui politicamente parlando è legittimo. Ma la polemica si concentra su un termine: soldatini. Come sempre il popolo si divide in due parti: quelli che parlano di termine che tende a denigrare le divise, e chi invece giustifica spiegando che è un termine affettuoso. Alla fine interviene lo stesso Giubilei per spiegare meglio cosa intende per soldatini:  "Quel termine viene usato da tutti in modo affettuoso. Non certo per denigrare l’impegno e la professionalità dei nostri soldati, che ho avuto modo di seguire e di apprezzare molte volte nel corso degli anni facendo il mio lavoro. Anzi, le cose che ho scritto ritengo siano anche un modo per rispettare il loro lavoro". Spiegazione accettata? Come sempre per alcuni sì, per altri no. Così funziona sui social. 

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