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INVIATO CITTADINO Nuovi lavori per 'proteggere' le Fonti dei Tintori

Realizzate nuove opere provvisionali. La doverosa tutela dello storico monumento "ha fatto tredici"

Fonti dei Tintori. Realizzate nuove opere provvisionali. La doverosa tutela dello storico monumento ha fatto tredici. Tante sono le piantumazioni a difesa della parte retrostante il manufatto, sotto viale Antinori.

Un lavoro ben fatto meritava un completamento che ne garantisse la durata. E, in tutta onestà, l’Art Bonus ha fatto il miracolo del finanziamento. Ma non basta. Occorre prudenza e tocca pensare alla manutenzione anche appena dopo il restauro. Perché la cura dell’esistente non guasta mai. E, quando si viene meno a questa imperativa incombenza, sorgono inevitabilmente dei problemi.

La parte del manufatto medievale a ridosso della scarpata di viale Orazio Antinori ha bisogno di tutela. A questo scopo sono state prese diverse precauzioni.

La prima, di carattere edilizio, è consistita nel realizzare una trincea in pietra, con un muretto alto circa un metro, a difesa dai frequenti smottamenti che avevano finito per ricoprire di terra la copertura fittile. Tanto che quel tetto, coperto di terra, era insieme una prateria e una giungla: con erba, arbusti, rampicanti che ne minavano la solidità. Senza contare che tutta questa vegetazione lasciava penetrare umidità consistente, infradiciando le volte e le pareti delle vasche.

Oltre al muretto, ancora dietro è stato lasciato un ampio spazio carrabile per consentire, in prospettiva, l’accesso ai mezzi della manutenzione. Per sfalcio erbe, potature di arbusti.

Ultimo atto della tutela è quello realizzato in questi giorni. Sono state piantumate ben tredici piante (cipressi e altro) che serviranno a fornire compattezza al terreno e salvare la scarpata da smottamenti.

Viale Antinori è infatti una strada pensile e la scarpata è situata in forte pendenza.

Sottolineo incidentalmente che sotto, o nelle immediate adiacenze, deve pur esserci qualche emergenza etrusca. Se è vero che, a pochi passi da lì, subito dietro il parco Onaosi, è stata individuata la necropoli dei Cacni e, poco sotto, quella di San Galigano.

Ma, antichità a parte, c’è da considerare il peso della strada, dei mezzi circolanti, del muro di riguardo a destra del marciapiedi: tutti fattori che costituiscono altrettanti stimoli ad eventuali frane e smottamenti. Bene hanno fatto, dunque, a mettere a dimora questi alberi che, nel volgere di breve tempo, costituiranno un ulteriore argine, offrendo un sicuro margine di sicurezza.

Diversi cittadini si chiedono quando avverrà l’inaugurazione. I lavori sono completati da mesi, ma tutto tace. Va bene la prudenza per la pandemia, ma tagliare un nastro non richiede grande sforzo. E, oltretutto, c’è un problema da risolvere. Ne parleremo in un prossimo servizio.

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