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Fontana Maggiore: "Preferirei mantenerla dove è sempre stata e come è sempre stata"

Chiediamo a Paolo Belardi (professore ordinario di “Composizione architettonica e urbana” nel Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale dell’Università degli Studi di Perugia, dove è presidente del corso di laurea in Design) di intervenire sulla questione relativa all’eventuale protezione della Fontana Maggiore

Chiediamo a Paolo Belardi (professore ordinario di “Composizione architettonica e urbana” nel Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale dell’Università degli Studi di Perugia, dove è presidente del corso di laurea in Design) di intervenire sulla questione relativa all’eventuale protezione della Fontana Maggiore, con una cupola o altro, anche in relazione all’incidente della caduta della protome equina in bronzo o a eventuali atti vandalici.

Risponde: “Sebbene io sia un persuaso fautore del contemporaneo, non credo sia una buona idea l’ipotesi di stravolgere l’equilibro figurativo di piazza IV Novembre, ormai consolidato, con un artefatto contemporaneo, seppure di grande qualità (tipo le spettacolari “gocce”, realizzate anni addietro da Mario Cucinella in piazza Re Enzo a Bologna). Esistono altre occasioni, nel centro storico di Perugia, per rivendicare il diritto dell’architettura contemporanea di dare il proprio contributo. A mio avviso, per salvaguardare la Fontana Maggiore, vanno prese in considerazione altre soluzioni”.

Quale altra ipotesi ti senti di avanzare?

“Premesso che personalmente preferirei mantenere la Fontana Maggiore dove è sempre stata e com’è sempre stata, se proprio le esigenze di tutela dovessero essere talmente cogenti da imporre provvedimenti drastici, si potrebbe sostituire l’originale con una copia fedele. Così come è già avvenuto a Siena nel caso della Fonte Gaia (a seguito del danneggiamento dei rilievi scultorei di Jacopo della Quercia, in occasione del Palio del 1853)”.

Esistono altri esempi in tal senso?

“Sono copie fedeli sia i Cavalli che dominano la facciata della basilica di San Marco a Venezia, sia la statua equestre del Marco Aurelio che campeggia nella piazza del Campidoglio a Roma. E, venendo a noi, sono copie fedeli il Grifo e il Leone che, nella nostra città, presidiano l’ingresso della Sala dei Notari”.

La tecnologia attuale consente queste operazioni, vero?

“Grazie alle tecnologie laser scanning, oggi siamo in grado di digitalizzare le opere d’arte con una risoluzione altissima e, di conseguenza, possiamo realizzare delle copie fedelissime. Penso alla copia delle ‘Nozze di Cana’ di Paolo Veronese, che è stata eseguita con tecnologie digitali sofisticatissime dalla ‘Factum Arte’ di Adam Lowe e che è stata rimontata nella parete di fondo del refettorio palladiano della Chiesa di San Giorgio Maggiore. Con grande successo di pubblico e di critica”.

In pratica, si potrebbe mettere la copia dove sta adesso l’originale? Insomma, di una ne facciamo due. E l’originale dove lo mettiamo?

“Se proprio dovesse essere trasferita, non sarebbe facile individuare una collocazione museale adeguata per la Fontana Maggiore originale, se non altro per le sue dimensioni. Forse, avanzando un’ipotesi visionaria, l’originale potrebbe essere esposto nell’ambito di una ricomposizione di piazza Italia”.

Come tu dici, ipotesi “visionaria”, ma di sicuro interesse. Vuoi spiegarci meglio?

“La si potrebbe collocare nell’ambito di un nuovo sbarco del percorso pedonale meccanizzato della rocca Paolina, che è assolutamente inadeguato e che, così come prefigurato a suo tempo da Ludovico Quaroni, potrebbe coinvolgere l’intera piazza Italia, svolgendo il ruolo di zona filtro tra il carattere magniloquente di corso Vannucci e il carattere crepuscolare della via Bagliona”.

Insomma, questa del “doppio” è ipotesi suggestiva.

“Non sarebbe certo una novità. Avremmo due fontane, ma in fondo anche a Firenze ci sono due David: uno in piazza della Signoria (la copia) e uno nella Galleria dell’Accademia (l’originale)”.

Se ben ricordo, anche l’Accademia “Pietro Vannucci” realizzò delle copie dei gessi per venderle a un imprenditore culturale di Shanghai. E il tutto fu un toccasana per le esauste casse dell’antica istituzione.

“Avvenne prima della mia direzione. Durante la mia direzione abbiamo fondato l’Abafablab e, approfittando delle potenzialità delle stampanti 3D, abbiamo progettato la “4DGypsoteca” ovvero una replica multimediale itinerante della gipsoteca dell’Accademia in cui praticare e divulgare l’esercizio del disegno dal vero. Un’idea che non è stata realizzata, ma che ha avuto una grande eco scientifica. D’altra parte, fino a pochi anni fa, noi Italiani eravamo i migliori al mondo nel campo delle copie di opere d’arte. Anche per questo, realizzare - con un approccio scientifico di alto profilo - la copia fedele della Fontana Maggiore, oltre a tutelare il capolavoro dei fratelli Pisano rispetto al degrado e agli atti vandalici, potrebbe rappresentare un palcoscenico prezioso per il ‘Made in Italy’. E un formidabile volano turistico per Perugia”.  

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