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La Fontana Maggiore è diventata una miniera di immondizia: tappi di bottiglia, piccioni morti e vetri"

Spesso – sottolinea un operatore – le bottiglie intere sulla vasca superiore s’inceppano sugli scarichi a collo in giù, otturandoli”

Fontana Maggiore: dacci oggi l’immondezza quotidiana. La Fontana di piazza è diventata una miniera di… immondezze. La puliscono tutti i santi giorni e ci trovano di  tutto. “Tappi di bottiglia, penne di piccione e spesso piccioni morti”, dicono gli operatori. Ma, quel che è più grave: “Bottiglie di plastica e di vetro. Spesso, addirittura, cocci e frantumi vetrosi. A riprova del fatto che quelle bottiglie si sono infrante contro i travertini della struttura o contro i marmi delle formelle”.

Non c’è verso di migliorare: tutti i giorni le stesse cose. “Spesso – sottolinea un operatore – le bottiglie intere sulla vasca superiore s’inceppano sugli scarichi a collo in giù, otturandoli” (è noto che la compensazione idrica avviene attraverso le bocche bronzee che fanno defluire in vasca inferiore, ndr).

Con quali conseguenze?

“Il flusso dell’acqua si blocca e il livello dell’acqua in vasca superiore si alza pericolosamente”.

Allora che occorre fare?

“Rimuovere immediatamente  l’ostacolo per favorire il deflusso”. Com’è noto, l’equilibrio della Fontana è delicatissimo e si fonda sull’isostatismo. Termine tecnico che fa leva sull’equilibrio dei pesi e contrappesi, compreso il carico dell’acqua. “Spesso, le bocche bronzee degli animali sono intasate da piume, cicche e cartacce. È perciò necessario liberarle”.

I fontanieri  del Comune sono persone che svolgono il proprio lavoro con diligenza e – se non fosse di moda il menefreghismo – si direbbe “con amore”. Solo chi segue il loro lavoro – e l’Inviato Cittadino è tra questi – sa cosa significhi sopportare la maleducazione imperante. Tanto per dirne una, tempo fa, dentro la vasca della Fonte di Angelini, in via delle Volte, fu trovato un molare che (a detta di un esperto) doveva appartenere a un tossicodipendente, stando all’esame di certe caratteristiche. Uno schifo. In precedenza, vicino alla Fonte Tezia, fu reperito un pezzo di labbro sanguinante.

Insomma: il mestiere del fontaniere è duro e ci sono da sopportare comportamenti irritanti. Ma le telecamere sulla Fontana sono sempre accese. Perché non si vanno a vedere le registrazioni? Per  accedere a queste informazioni, pare occorra un mandato dell’autorità giudiziaria. Eppure certi comportamenti andrebbero bloccati. Perché attendere sempre il fattaccio? Si diceva un tempo: “Chiudere la stalla quando i buoi sono ormai usciti”.

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