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Foto d'archivio di SIMONETTA FRANCHI

Foto d'archivio di SIMONETTA FRANCHI

PERUGINERIE - Il Perugia in serie A, la Fontana in restauro e quello scherzo grifagno

Lo scherzo consisteva nel diffondere la notizia che gli amministratori comunali avevano deciso di lasciare definitivamente la cupola a protezione della Fontana

PERUGINERIE. Il Perugia in serie A e la Fontana in restauro, quando dei burloni organizzarono uno scherzo… grifagno.

Lo racconta l’amico Claudio Bellucci pennellando un divertente “come eravamo”.

Dice Claudio: “I mugugni erano diffusi nell’attesa snervante della fine dei lavori”.

Già perché il Perugino non si lamenta: “mugugna”.

L’Inviato Cittadino ricorda personalmente che ci eravamo trovati in una simile situazione di ritardo quando l’assessore Giacomo Santucci, stufo della lunga permanenza del Grifo e del Leone al restauro, organizzò una “spedizione”, un’autentica incursione per chiederne la riconsegna.

Sottolinea il “narratore” Claudio: “All’epoca non esistevano i social, quindi, per diffondere le informazioni, occorreva fare affidamento sulle testate locali o sul passaparola”.

Da qui l’idea di coinvolgere le vetrine del centro storico, per conferire una più ampia eco alla burla. E lui stesso si mette in gioco con la propria vetrina.

Racconta Claudio: “Con la collaborazione di un caro amico, il geometra Fabio Morettini, preparammo un progetto tecnicamente perfetto nei disegni e nei contenuti, sponsor compresi, che illustrasse per la prima volta alla cittadinanza (come uno scoop) la decisione degli amministratori di lasciare definitivamente la cupola a protezione della Fontana”.

Con qualche “azzardata” e provocatoria modifica: “Quella cupola era stata parzialmente trasformata in un pallone da calcio a spicchi bianchi e neri, per immortalare il successo calcistico della squadra cittadina nella massima serie”.

I giornali locali abboccarono come il persico del Lago. “È inutile sottolineare che i giornali pubblicarono le foto della mia vetrina, già normalmente molto osservata, provocando addirittura la formazione di capannelli di persone curiose, pronte ad avanzare i commenti più disparati. Se ne sentirono delle belle”.

Scoop smentito. “Di tanto credito godette l’‘indiscrezione’ che l’amministrazione comunale dovette inviare una smentita ufficiale per calmare gli animi”.

Insomma: la burla era andata a effetto, scuotendo l’ambiente cittadino. Perché il perugino, quando si arrabbia, “pia fòco”.

Spigolature identitarie curiose. “Ci fu perfino qualcuno che propose di trasformare la cupola in un simulacro di Bacio Perugina, ritenendolo più rappresentativo della tradizione cittadina”.

Così ci si divertiva, fra i travertini della Vetusta. Prima che i social consentissero alle notizie di volare “più veloci della luce”.

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