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Cascia in festa per la Santa degli Impossibili | Scelte le “Donne di Rita” 2021: tre storie di perdono, fede e malattia

le “Donne di Rita”, così sono chiamate le donne che, per aver incarnato nell’oggi i valori ritiani, ricevono il Riconoscimento Internazionale Santa Rita

Grande attesa per la Festa di Santa Rita del 22 maggio, che diffonderà la speranza della santa umbra degli impossibili nel mondo. Per raggiungere l’enorme famiglia di devoti, che non potranno essere a Cascia, la festa entrerà nelle case d'Italia e non solo. La festa sarà trasmessa con una maratona in diretta di 8 ore, alla quale tutti e ovunque potranno unirsi. “La maratona della festa del 2020 - ha spiegato Suor Maria Rosa Bernardinis, Priora del Monastero Santa Rita da Cascia - è stata vista 300 mila volte. Perciò continuiamo ad annullare i confini della festa, sempre più capace di avvicinare non solo nel corpo, ma anche nel cuore. È lì che Rita vive e che vogliamo arrivi la sua voce e il suo amore per non far sentire nessuno solo”.

In attesa del 22 maggio dal convento di Cascia sono state individuate le “Donne di Rita”, così sono chiamate le donne che, per aver incarnato nell’oggi i valori ritiani, ricevono il Riconoscimento Internazionale Santa Rita: prestigioso premio che dal 1988 rende merito alle donne che, come la santa di Cascia, sono un esempio. Riportiamo le motivazioni ufficiali che hanno guidato la scelta delle “Donne di Rita” 2021:

Geltrude Garrisi, conosciuta come Gina, di Caltabellotta (Agrigento), “riceve il Riconoscimento per aver accolto con amore e accettato la nascita di una figlia, tanto desiderata, affetta da una grave malattia genetica. La grande devozione di Gina a Santa Rita le ha insegnato a trovare la forza per portare avanti la sua missione soprattutto attraverso la preghiera e la vicinanza al Signore. Continua così ad essere esempio di conforto e speranza per tante mamme che quotidianamente si confrontano con la sofferenza dei loro figli”;

Anna Lorenza Gorla Ambrosoli, per tutti Annalori, di Milano. “Riceve il Riconoscimento Internazionale Santa Rita perché, come la santa, ha saputo volgere la sua dolorosa esperienza personale e familiare ad impegno fattivo per costruire il bene comune. L’assassinio del marito Giorgio Ambrosoli, uomo di Stato ligio,  professionista schivo e incorruttibile, è diventato così seme di bene per la costruzione di un’Italia fondata sui valori di giustizia ed equità sociale, tramandandone l’eredità morale non solo ai suoi figli, ma anche alle nuove generazioni, che ha incontrato in oltre 40 anni di instancabile attività sociale

Monika Kornecka che arriva da Cracovia (Polonia) e “riceve il Riconoscimento perché, sull'esempio ritano, ha perdonato senza esitare l’uccisore del figlio rifiutando sin da subito le richieste di vendetta e di odio che si stavano propagando attraverso il web intorno alla sua famiglia. Il suo è stato un perdono fattosi carne nella preghiera per la conversione dell’assassino e in segni tangibili di vicinanza anche in carcere. Tutto ciò accompagnato alla decisione di dedicarsi alla cura di bambini sofferenti e morenti, per rendere ancor più fecondo il suo essere madre”.

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