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INVIATO CITTADINO Dieci anni di Woman@work, genialità e versatilità al femminile

Una festa per le Woman@work, declinata sotto le insegne indefettibili della letteratura e dell’amicizia

Una festa per le Woman@work, declinata sotto le insegne indefettibili della letteratura e dell’amicizia. Un decennale ai cui festeggiamenti si è con piacere registrata la convinta adesione di tutta la città. Tanto che, già qualche minuto prima dell’inizio, il Salone d’Onore di Palazzo Donini offriva solo posti in piedi, o sul pianerottolo.

È toccato a Costanza Bondi, fondatrice e coordinatrice del gruppo, e a Barbara Bracci, suo persuaso “braccio” destro, fungere da grandi cerimonieri, conducendo l’evento e sottolineando con elegante leggerezza gli step del gruppo. Nato (piccolo e presto ingigantito) sotto gli auspici del web, poi anche cartaceo, declinato al femminile e divenuto quindi luogo di accoglienza anche per la componente maschile.

Tantissime le pubblicazioni all’attivo, sia in opere dirette che in operazioni culturali sponsorizzate e accolte nel gruppo: “bollinate”, si direbbe con termine rubato alla politica.

Fra i saluti, quelli del sindaco Andrea Romizi e quelli delle splendide tre donne in rappresentanza dalla componente femminile dei tre organi amministrativi: Comune, Provincia e Regione. Rispettivamente rappresentati da Edi Cicchi, assessore al sociale, Gemma Bracco, Consigliera di parità, e Donatella Porzi, presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria. Ma erano presenti numerose altre figure istituzionali, fra le quali ci piace ricordare la dinamica Clara Pastorelli, in veste di amica e supporter.

Una festa grandissima, punteggiata da uno slide in cui tanti di noi si sono con piacere ritrovati. Che dire, se non che questo gruppo di donne costituisce un esemplare prototipo di come la versatilità e la genialità femminile si dimostri in grado di superare ogni personalismo, ogni difficoltà, ogni facile scetticismo con la sua eccezionale tenuta. Auguriamo ancora tanti decennali a queste donne che fanno onore all’origine della parola: “donna” da “domina”. Ossia “signora”, padrona delle proprie scelte e del proprio destino… umano e culturale. Una prova di come l’altra metà del cielo si contenti di essere semplicemente se stessa. Conquistando, meritatamente, il posto d’onore che le spetta nella storia letteraria di un Paese.

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