Festa della Repubblica, l’Inviato Cittadino propone una bella poesia in dialetto di Gian Paolo Migliarini: l'Italia

Oggi, Festa della Repubblica, l’Inviato Cittadino propone una bella poesia in dialetto perugino di Gian Paolo Migliarini (la grafia non è in italiano standard, ma segue le prescrizioni della scrittura dialettale). Uno scritto che racconta l’italica antropologia, fatta di furberie e di scaltrezze, ma anche di onestà e orgoglio nazionale. Gian Paolo Migliarini è un ex frego del Borgo d’Oro, giunto alla scrittura in lingua perugina attraverso un tirocinio che lo ha visto primeggiare fra gli autori dell’Officina del Dialetto dell’Accademia del Dónca.

In questo scritto – solo apparentemente autodenigratorio – ci sono vizi e vezzi nazionali. Ma si raccontano anche i valori di coraggio e solidarietà che, fuor di retorica, sono la nostra forza. Da questo viene il coraggio di curare le ferite del terremoto, di contrastare a ciglio asciutto le tragedie di ogni genere, la lotta alla mafia, il coraggio di guardare con speranza al futuro. Anche in momenti drammatici come la pandemia dalla quale stiamo faticosamente uscendo. Ecco, ci piace festeggiare la Repubblica Italiana senza retorica, ma con un pizzico di autoironico realismo.


L’ITALIA (secondo me). Di Gian Paolo Migliarini
L Italia è m Paese mpò strano
che ride, che piagne, che sogna
si soffri, t alunga na mano,
si rubbi nun prova vergogna;
spalanca le porte, apre l còre
pu butta ntól secchio l amore.
L Italia è l Paese del bene,
ch ajuta chi è arcomandato
bastigna, pu scarca le pene
ta n Dio ch è n icona de Stato.
Lavori? Fatighi? Sè tonto!
E paghi salato l tu conto.
L Italia è m Paese ch adocchia,
benzì mbon pò spesso nun vede,
la mafia padrona sgranocchia,
l governo è n fantasma che cede;
che arporta i guadrini esportati,
coi tieffeèrre rubbati.
L Italia se scarca, s arfà
s alaga, se gnuda, s arvèste,
che sputa ntól piatto che cià,
pu compra l vestit pe le feste;
che l su finto lusso mantiene
a barba de gente perbene.
Ch è fiera del nome che porta,
che lotta gni giorn orgojosa,

pe m pezzo de pane, na sporta,
pé n fiòlo che nasce, na sposa;
cha mira n futuro lontano,
segnato dal sogno italiano.


 

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