Chiesa Umbria, in 18 anni crollo delle presenze alla Messa. La regione dei Santi in fondo alla classifica...

Tutti i dati ufficiali elaborati dall'agenzia di comunicazione Mediacom sulle rilevazioni Istat

La crisi della Chiesa in Umbria è certificata  dai numeri dell'Istat elaborati dall'agenzia Mediacom diretta da Giuseppe Castellini. I vescovi umbri hanno il loro bel da fare per capire i motivi che spingono molti fedeli di casa nostra ad allontanarsi dalla fede (o sarebbe meglio dire dall'Istituzione religiosa, più che dalla spiritualità e da Dio) e dalle bellissime chiese umbre. Come per la politica, dunque, anche l'altra grande istituzione ha ormai tre popoli: quello dei fedeli, quello dei non credenti e infine quello dei fedeli ma che non rispondono più alle linee guida sociali e spiriturali che dal Vaticano, a firma di Papa Bergoglio, scendono fino all'ultima parrocchia umbra.  Questi ultimi due mondi, seppur all'opposto, sono in forte aumento.

Ma andiamo ai dati. Il primo: la terra di San Francesco, Santa Chiara e San Benedetto - i tre santi più amati, conosciuti e venerati in tutto il Mondo -, secondo Mediacom su dati Istat, è, tra le 20 regioni italiane, la quattordicesima per partecipazione religiosa e la decima per percentuale di popolazione che non frequenta mai luoghi di culto. Tradotto: sono più quelli che non vanno a messa, che quelli che frequentano le parrocchie.

Secondo dato: in valori assoluti, nella regione i frequentanti sono crollati tra il 2001 e il 2018 da 232mila a 177mila (55mila, pari -23,7%), mentre i mai frequentanti sono saliti fortemente, passando dai 122mila del 2001 ai 218mila del 2018 (+96mi, pari a +78,7%). In entrambi i casi, sia sul calo dei frequentanti che del boom di non frequentanti, i dati umbri sono superiori alla media nazionale. Considerazione: se la Chiesa fosse un partito si direbbe che ha smesso di parlare il linguaggio del popolo e quindi non sarebbe più in grado di rappresentarne bisogno e speranze.

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Però la Chiesa non è un partito, ovviamente, ma questa analisi vale anche per gli alti-prelati umbri? Il problema è di certo più ampio visto che il calo e la crisi riguarda tutto il Paese: i frequentanti (almeno una volta a settimana) sono scesi nel 2018 al 24,9%(dal 36,4% del 2011, con un calo di 11,5 punti percentuali) della popolazione sopra i 6 anni, mentre gli italiani che non frequentano mai un luogo di culto sono saliti al 25,6% (dal 15,9% del 2001, quindi con un aumento di 9,7 punti percentuali). 

Consulta le tabelle elaborate da Mediacom di Giuseppe Castellini

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