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Estate 2020, tutti al mare: ecco come

Anche se in Umbria il mare non c'è, tanti nostri corregionali non possono immaginare un'estate senza mare. Ecco in che modo potremo accedere agli stabilimenti balneari nell'estate della pandemia

E’  vero, il problema delle riapeture degli stabilimenti balneari, come umbri, non ci riguarda da vicino (fatta eccezione per piscine e per il Lago Trasimeno, ovviamente). Ma fino a un certo punto, perché molti di noi l’estate amano spendere le proprie ferie sulle belle spiagge della nostra Penisola, e non solo nelle vicine Marche, Toscana o Lazio, ma spingendosi anche in Puglia, Campania, Calabria, o nella movida della Riviera Romagnola. In che modo potremo godere il nostro meritato riposo in spiaggia, travolti dallo tsunami del Coronavirus?

Dal comitato tecnico scientifico che collabora con il Governo per studiare le misure si sicurezza per la ripartenza, è emerso un documento “sull’analisi di rischio e le misure di contenimento del contagio da SARS-CoV-2 nelle attività ricreative di balneazione e in spiaggia”, pubblicato nelle scorse ore dall’INAIL.

I numeri della balneazione

Partendo dalla premessa che l’Italia conta circa un quarto delle acque balneabili di tutti i Paesi europei, con circa 11.000 stabilimenti balneari, il documento si dichiara subito passibile di aggiornamenti in base all’evoluzione della dinamica epidemiologica (con riferimento ai dati ISS), anche in base ai vari territori. La parola d’ordine sembra quindi essere, giustamente “prudenza”.

Considerando che circa il 28% della popolazione italiana risiede in comuni litoranei, anche la responsabilità individuale nel rispetto delle regole per limitare il contagio è ritenuta fondamentale.

Tra l’altro, la composizione dei litorali e la disposizione delle strutture per la balneazione è molto diversa nelle varie località (arena, scogli, spiagge di sassi) e non è possibile definire un indicatore unico di persone per metro quadro applicabile in ogni contesto.

Secondo una ricerca del Sindacato Italiano Balneari FIPE/Confcommercio del 2017, i servizi più utilizzati da chi frequenta uno stabilimento balneare sono in prevalenza: sdraio, lettini e ombrelloni (94,8%), servizi igienici e docce (91,3%), servizi di ristorazione (90%), cabine (61,9%).

Come andremo in spiaggia

Ecco allora la strategia di gestione del rischio ipotizzata da ISS e INAIL sia per i litorali che per i bacini di acque interne:

  • La prenotazione obbligatoria, anche per fasce orarie, potrà garantire un accesso contingentato agli stabilimenti balneari e alle spiagge attrezzate, Dove sia possibile vanno inoltre differenziati i percorsi di entrata e uscita, al lido attraverso una segnaletica chiara.
  • Distanziamento sociale in spiaggia: la distanza minima tra le file di ombrelloni dovrà essere pari a 5 metri e quella tra gli ombrelloni della stessa fila a 4,5. Il documento indica inoltre di assegnare lo stesso ombrellone ai medesimi occupanti che soggiornano per più giorni.
  • Quelle attrezzature in dotazione agli ombrelloni come lettini, sdraio, sedie, dovranno essere forniti in una quantità ridotta per garantire un distanziamento rispetto alle attrezzature dell’ombrellone contiguo di almeno 2 metri. Stessa distanza dovrà intercorrere tra le dotazioni presenti sotto lo stesso ombrellone. Come quando si viaggia in auto, le distanze interpersonali possono essere minime per i soli membri di un nucleo familiare o coabitanti.
  • Anche per accedere alla spiaggia (e per uscire) sarà necessario indossare le mascherine, ma non sotto l’ombrellone. All’ingresso e anche all’interno dello stabilimento dovranno essere prese presenti dispenser di gel igienizzante.
  • Lo stabilimento verrà igienizzato ogni giorno e i servizi igienici puliti e disinfettati più volte nella giornata; inoltre docce solo all’aperto.

La situazione è un po’ diversa per le spiagge libere: in questo caso la sicurezza sarà affidata solo al buon senso di chi vi si reca, ricordando che il contenimento del Coronavirus dipende essenzialmente da noi. Per cui: distanza di almeno un metro da estranei rispetto al nucleo familiare, disinfezione frequente delle mani e prudenza.





 

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