Verso il voto, Giubilei presenta le sue idee per Perugia: "Partecipazione, lavoro e cultura. La sinistra non tema di parlare di rispetto delle leggi"

Al Circolo dipendenti della Perugina il candidato del centrosinistra traccia le linee del programma. Nella sala piena tanti cittadini comuni ed esponenti politici, ma gli interventi sono tutti della società civile

Il lavoro prima di tutto, “i Comuni possono fare, creare le condizioni per favorire insediamento e crescita delle aziende”. Poi la cultura, che è anche una risorsa, di sviluppo, per il presente e impiego di forze in una città come Perugia che “è ingrigita”. Giuliano Giubilei lancia ufficialmente la sua candidatura a sindaco di Perugia. Lo fa dal Circolo dipendenti della Perugina. E non a caso, luogo simbolo di un'azienda altrettanto simbolo per la città di Perugia. “Ho deciso di mettermi a disposizione, al servizio di un progetto per una città, Perugia, che abbia l’ambizione – non ho paura ad usare la parola sogno – di tornare nel novero delle città italiane più importanti. Che sia un modello per altre città”.

La sala è piena, giovani, con i quali si è incontrato già diverse volte nelle scorse settimane, in prima fila. Ci sono anche esponenti politici, confusi tra il pubblico: l'ex sindaco Locchi, per esempio, Andrea Cernicchi, Sgalla della Cgil, il professor Bracco e l'ex presidente della Provincia Guasticchi, Giacomo Leonelli per citarne alcuni. Ma non saliranno sul palco dove Giubilei accoglie espressioni diverse della cosiddetta società civile. Alberto Grohamann, professore emerito dell'Università di Perugia, Simona Marchesi, dipendente da vent'anni proprio della Perugina, Costanza Spera, studentessa universitaria. E ancora Fabrizio Fofo Croce, da decenni impegnato nell'ambito della cultura e dell'organizzazione degli eventi, il professor Belardi, ex direttore dell'Accademia di belle arti, Diletta Paoletti, ricercatrice dell’Università di Perugia, che ha parlato di quanto sia importante per una città la capacità di attrarre fondi europei; Federico Phellas, studente universitario, che ha parlato di sociale e terzo settore. Voci di un coro che vuole portare avanti un racconto diverso di Perugia, “i cui indicatori sono tutti peggiorati”. L'ideale lascia spazio al concreto con la modalità di lavoro che Giubilei intende per il futuro: interagire con gli interlocutori qualificati presenti sul territorio, cominciando dall'Università, ad oggi, “un patrimonio di conoscenza inutilizzato”, che con il Comune ha perso, dice, il contatto. E poi l'ascolto dei cittadini, attraverso consigli territoriali, a costo zero, per “dire a quelli che sono a palazzo dei Priori quali sono i problemi, problemi che ho scoperto in questi cinque anni sono stati soprattutto di comunicazione”.

E poi i temi tipicamente caldi delle campagne elettorali, dalle buche al degrado, passando per a sicurezza: “Sicurezza è garantire lavoro che assicuri stabilità alle famiglie, che permetta di vivere dignitosamente. Ed è la necessità di ricostruire un tessuto sociale. Sicurezza è integrazione, apertura. Ma la sinistra non deve temere di impegnarsi per il rispetto della legalità, perché accoglienza e integrazione sono importanti come il rispetto delle leggi, su cui non si può transigere”. Se le periferie vivono del grande e costante impegno delle associazioni del territorio, “l'anima dei territori”, è possibile coinvolgere gruppi di cittadini anche sul fronte del controllo del territorio capillare e consapevole. Il progetto di Giubilei sindaco ha supporter importanti, Nicola Cavaliere, ex questore di Perugia, lo ha più volte consigliato proprio sul fronte sicurezza, Andrea Camilleri, "che mi onora della sua amicizia" gli ha inviato un videomessaggio: "Le città oggi devono presentarsi come aperte alle persone e proiettate verso il futuro. E devono essere guidate con il buon senso, l’onestà, il proposito di mettersi al servizio di una città, l’accoglienza e il fatto di non respingere la diversità”. “Il mondo cambia rapidamente, l’occhio e la mente di chi deve amministrare una città devono essere rivolti non al domani, ma al dopodomani. Il mondo del futuro - ha concluso lo scrittore - è aperto e interconnesso e mi auguro che anche Perugia possa essere come il mondo”.

Non manca qualche frecciatina all'attuale governo cittadino, con Perugia 1416, ma anche, polemica di questi giorni, le aperture di centri commerciali: “Basta con il consumo del territorio, recuperiamo i contenitori che sono rimasti vuoti, in centro come in periferia. Di Turreno e Mercato coperto, per esempio, ancora non si sa niente. ”. In chiusura un riferimento al sindaco Romizi che correrà per il secondo mandato: “Non sarà più quello di 5 anni fa, non sarà più espressione dei moderati, ma se vincerà sarà ostaggio della Lega, di chi vuole riportare la società indietro di decenni. La battaglia è difficile e impegnativa, ma lo vedo oggi e quando vado in giro che qualcosa si sta muovendo, i segnali sono importanti, ce la possiamo fare se capiamo questi segnali. La sfida si può vincere, ma serve l'impegno di tutti”.

Lavoro, cultura, bellezza e partecipazione sono le parole d'ordine. La corsa è iniziata.

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