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Martedì, 7 Dicembre 2021
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INVIATO CITTADINO Elce saluta don Gaetano Romano fra sorrisi e lacrime

Ha detto Asdrubali: “Don Gaetano, incontrarti è stato una grazia del Signore”. Impossibile non condividere

La comunità elcina saluta don Gaetano Romano fra sorrisi e… lacrime. Un addio che ha preso l’abbrivio fin dalla messa del mattino, quando l’attrice Fausta Bennati ha letto dall’ambone una poesia dedicata al più romanista dei preti della diocesi. Si direbbe “nomen omen” e il gagliardetto della Roma calcio, piazzato su una delle finestre di San Donato, ne è prova inequivocabile. Un Romano che di “romano” ha soprattutto la simpatia e l’umorismo. E la fede: cattolica, apostolica… non solo calcistica.

Poi la liturgia più frequentata, quella delle 11, concelebrata con don Riccardo Pascolini, con don Filippo – che subentra a don Gaetano – e col giovane diacono don Daniele, sacerdote in fieri.

Già la bacheca esterna e il portone addobbato con foto del “don”, forniscono un’anticipazione della festa. Lo si vede ripreso a dir messa sul terrazzo, poi con in mano la maglia numero 10 della Roma e figura anche uno scatto dell’Inviato Cittadino per uno dei numerosi servizi usciti su PerugiaToday a presentare il profilo umano e commentare le iniziative di questo prete che definire vulcanico è dir poco. Tocca a Giampaolo Asdrubali, a fine messa, interpretare i sentimenti della comunità parrocchiale. Sono parole misurate e toccanti, cariche di emozione, che ripercorrono a volo d’angelo questi due anni di dialogo ininterrotto, con qualche momento anche polemico. Come avviene usualmente fra amici. S’intende.

Giampaolo snocciola ricordi di iniziative, la cui eco è giunta perfino in Giappone, come la messa in lockdown sul terrazzo, il rosario itinerante per il quartiere, le gite, il grest, le benedizioni pasquali recuperate a luglio (anche l’Inviato Cittadino gliele consigliò per rimediare soldi da destinate alla messa in sicurezza del sagrato). E cartoline commoventi come quella dell’anziana che lo chiama alle due di notte, perché lasciata sola dalla badante. E Gaetano, pronto, che si leva dal letto, va a farle compagnia fino al mattino. Cose degne di un prete con la “p” maiuscola. Quasi inimmaginabili, coi tempi che corrono.

Non è possibile una festa di folla, dato il momento particolare, ma gli elcini la terranno in caldo per tempi migliori.

Poi la proiezione, sulla controfacciata interna, di uno slide coi momenti topici della sua attività pastorale, fra commenti, risate e ricordi. Due anni, quelli passati a San Donato, che resteranno impressi nel cuore e nella mente. Si vedono persone che ridono e si commuovono. A dimostrazione di come gioia e tristezza siano sentimenti di confine.

Quindi il “don” ricorda che il suo insediamento nella nuova parrocchia, nella chiesa di Papiano, è previso per il 7 novembre, e ci sono ancora una quindicina di giorni da condividere.

Poi un momento di tenerezza, quando don Gaetano dice “il mio calice trabocca” a significare che è pieno di gioia. E fa bene al cuore sentirlo dire: “Da voi ho ricevuto più di quanto ho dato”. Momenti di commozione, stemperati dall’autoironia, quando riferisce le parole dell’adagio in perugino della cara Elda (coadiutrice volontaria di via Torelli), dalla quale si è sentito dire: “Don Gaetano, più bello de te l troveremo, ma più matto no!”.

E ancora il finto imbarazzo davanti a un regalo (una busta, presumibilmente contenente delle offerte per i poveri), quando il “don” dice “C’è bisogno che l’apra?”. E poi, ancora: “Se il vescovo cambiasse idea, che faccio? Lo rivolete indietro il regalo?”.

Quindi qualche foto all’esterno, quando va a salutare – come al solito – quanti hanno partecipato alla messa. Una foto ricordo e qualche scatto rubato (da quella “carogna” dell’Inviato Cittadino, che Gaetano ha chiamato ogni volta che occorreva dare qualche notizia) con Gaetano che indossa la mascherina col Grifo. Commenta un tifoso: “Stavolta ce l’avén fatta a fallo perugino per davéro”. Ma lui nicchia, convinto della propria indefettibile fedeltà alla Lupa.

Parafrasando il detto di Elda: “Un parroco più bello lo troveremo, ma più simpatico (“matto”) sarà difficile”. Ciao, don Gaetano. Ha detto Asdrubali: “Don Gaetano, incontrarti è stato una grazia del Signore”. Impossibile non condividere. 

FOTO Perugia, Elce saluta Don Gaetano: le immagini

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