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INVIATO CITTADINO Elce, il lungo e dettagliato “quaderno delle doglianze”

Inviato al sindaco Romizi da Michele Chiuini, presidente dell’Associazione Elce viva

Lungo e dettagliato il “quaderno delle doglianze” inviato al sindaco Romizi da Michele Chiuini, presidente dell’Associazione Elce viva.

Tre le emergenze: completare tempestivamente i lavori programmati per il quartiere dell’Elce; priorità al risanamento e messa in sicurezza della viabilità pedonale, installando di norma dissuasori di sosta lungo tutti i marciapiedi; redazione di un progetto particolareggiato per via Fuori le Mura, nel rispetto del carattere storico ambientale della zona. 

FOTO - Elce, le emergenze

Scrive Chiuini: “Nel quartiere dell’Elce, purtroppo, abbiamo ancora strade con più rappezzi e buche che altro, come via Coriolano Monti; fuoriuscite di liquami di fogna (via degli Olivi); pavimentazioni totalmente ‘andate’, come via Fuori le mura”.

Quei ripristini fatti a capocchia. “Via Vecchi è stata riasfaltata di recente, ma è stata dissestata di nuovo dai cosiddetti “scavi per i sottoservizi”: acqua, energia elettrica, gas… perché chi scava riasfalta alla meglio, creando dossi o cunette, senza riportare l’asfalto al liscio”.

Quelle centraline vandalizzate. “Ai lati delle strade, attrezzature abbandonate e vandalizzate, come vecchie centraline delle telecomunicazioni, o cavi elettrici lasciati a vista in maniera provvisoria (via Beato Egidio) su cui il Comune dovrebbe intervenire per garantire un minimo di decenza e di sicurezza”.

Su via Fuori le Mura. “Trattandosi di una strada di particolare interesse storico, occorrerebbe un progetto curato nei dettagli e nei materiali, intervenendo anche sul verde alla base delle mura e pensando la strada come viabilità prevalentemente pedonale, adatta alle passeggiate e visite turistiche, quindi con superficie e configurazione che rallenti il traffico veicolare”.

Illuminazione carente. Occorre progettare un’illuminazione adeguata all’uso pedonale e alla valorizzazione delle mura storiche, concependo la strada come parte di quell’anello di verde che corre attorno alle mura urbiche, da Porta Sant’Angelo alla Conca ed oltre”.

Sui marciapiedi. Si dovrebbe parlare più appropriatamente di percorsi pedonali, dato che i marciapiedi all’Elce in alcune strade proprio non ci sono, ma è pur necessario e importante salvaguardare la mobilità dei pedoni anche dove i marciapiedi mancano. I percorsi pedonali dell’Elce sono i più negletti tra tutti gli spazi pubblici”.

Qualche esempio. “Uno dei peggiori è il tratto di via Beatrice che scende su via Vecchi di fianco all’Istituto Pieralli (dove parcheggiano in maniera più o meno selvaggia insegnanti e studenti), poi le scalette di via del Pioppo (su cui peraltro si cammina piacevolmente tra villette e giardini privati), via Maribelli lungo le antiche mura e via Elce di sotto”.

Coinvolgere lo Studium. “Ci sarebbe da concordare una sistemazione con l’Università, includendo tutta quella viabilità che va da viale Faina a via Innamorati a via Elce di Sotto, fino alla Conca e all’imbocco di piaggia De Poi”.

Rimuovere le chiusure assurde. “C’è il percorso di cui anche la stampa ha parlato poco tempo fa: quelle scalette che da via Innamorati scendono su via Elce di sotto a fianco dell’ADISU e che sono chiuse da anni per lavori all’edificio universitario: un motivo di più per ingaggiare l’Università in un discorso sulla viabilità (e parcheggi) all’Elce”. 

Quel cantiere in via Lupattelli è uno scandalo. Blocca il passaggio e uccide l’economia. La protesta dei commercianti di via Innamorati

Scalette della farmacia. Ci sono altre scalette chiuse da anni, come quelle da via Lorenzini alla rotatoria e adesso anche da via Bonaparte Valentini a via Vecchi. 

INVIATO CITTADINO Via Annibale Vecchi. Passano gli anni ma quelle scalette rimangono ostinatamente chiuse 

Chiuse le scalette fra via Lorenzini e via Vecchi, quando il provvisorio diventa definitivo 

Chiuse le scalette fra via Lorenzini e via Vecchi, quando il provvisorio diventa definitivo 

E il corso dell’Elce, via Vecchi, perde pezzi. “Via Vecchi, la strada principale dell’Elce, può vantare i marciapiedi (o percorsi pedonali) più squallidi della città. Realtà grave, soprattutto quando si parla di sicurezza e agibilità nel tratto che continua con via Innamorati, davanti alla scuola elementare Enzo Valentini, dove la sosta selvaggia imperversa quando c’è l’uscita dei bambini, bloccando i marciapiedi che già sono stretti quando non ci salgono sopra le auto. C’è da sperare che i lavori di ristrutturazione della Enzo Valentini siano un’occasione per assicurare l’agibilità dei marciapiedi di via Vecchi e via Innamorati, dove va tenuto conto delle alberature storiche con cui i marciapiedi devono coesistere”.

Caos in Viale Orazio Antinori. “Stesso discorso per via Antinori di fianco alla chiesa, dove le auto in sosta bloccano il passaggio dei pedoni, che sono costretti a camminare sulla sede stradale. Questa è una situazione esistente da decenni e non è colpa della corrente amministrazione, ma il problema (che interessa tutto il fronte degli edifici parrocchiali e della chiesa in quello che è il “centro” del quartiere) va affrontato nel quadro di un risanamento dell’Elce”.

Via Torelli: marciapiedi rifatti per le auto. “I marciapiedi vanno protetti: in via Torelli, appena finiti i lavori di rifacimento, i marciapiedi sono diventati parcheggio per le auto, un abuso di cui il Comune non si preoccupa, ma che, oltre al disagio per i pedoni, causa l’usura precoce dei cordoli e delle pavimentazioni”.

Sulla riqualificazione del parco e Cva dei Rimbocchi, avremo modo di tornare.

In conclusione, diamoci una mossa! PerugiaToday, per parte propria, segue il quartiere dell’Elce anche attraverso l’Inviato Cittadino che vi risiede.

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