L’Elce è rimasta senza carburanti, chiuso e smantellato l’ultimo distributore

La chiusura in prossimità della rotatoria Vittime della mafia, tra via Annibale Vecchi e viale Orazio Antinori

L’Elce è rimasta senza carburanti. Chiuso e smantellato l’ultimo distributore in prossimità della rotatoria “Vittime della mafia”, tra via Annibale Vecchi e viale Orazio Antinori. C’erano una volta – diremo ai nipoti – tanti distributori all’Elce.

C’era una volta un benzinaio che faceva un po’ di tutto: vendeva lubrificanti e carburanti, ma ti risolveva anche qualsiasi problema di carattere meccanico, aggiustava una gomma bucata, dispensava consigli di manutenzione.

L’Elce pullulava letteralmente di distributori. La scritta Esso domina ancora l’angolo fra il bar e la chiesa di San Donato. Lo gestiva Agenore Coletti, soprannominato Pistolone. Subentrò poi Vignaroli.

Ma molti ricordano, in via Annibale Vecchi, almeno quattro impianti nello spazio di 500 metri: uno di Piselli, uno vicino al bar Modugno, un terzo “Api”, vicino alla concessionaria Ford di Rosati (attualmente Acqua&Sapone) e questo del vecchio “capolinea” del filobus Elce-San Costanzo.

Uno alla volta, come chicchi sgranati di un rosario, si sono sfilati, hanno cessato l’attività. Si dice che occorresse superare un certo budget. Altrimenti… chiusura.

Era rimasto solo questo che, in ultimo, fu di Alberto, giovane e volenteroso, il quale faceva anche da meccanico e gommista, sempre col sorriso sulle labbra.

Poi la trasformazione in distributore automatico, anche per la riduzione dei costi, dato che gli addetti erano ormai andati in pensione. E poi, questa, pare una tendenza ormai irreversibile. Distributore senza addetto, banca senza impiegati. Faremo rifornimento via web?

In questi giorni, un’impresa con attrezzature speciali è al lavoro per rimuovere le cisterne di benzina e gasolio. Hanno scavato un’enorme buca e sollevato le cisterne cilindriche. Le hanno caricate su grossi mezzi e rimosse.

Ora si tratterà di riempire quell’enorme vuoto. E lo faranno nei prossimi giorni. Ma un vuoto resterà di certo fra gli elcini che vedono scomparire l’ultimo brandello di un “tessuto” sociale e commerciale ormai… strappato. Irrimediabilmente.

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