Perugia, anche il tatuaggio va in crisi: a Elce chiude “Area 51”

È stato un punto di riferimento e una vera anticipazione per una città fondamentalmente animata da una certa diffidenza (tutta contadina) verso le novità

Anche il tatuaggio va in crisi. Chiude, all’Elce, uno dei primi studi tattoo. Proprio sul curvone di via Annibale Vecchi, al civico 29, con due invitanti serrande colorate, rappresentanti un veliero e un occhio pseudo massonico.

Si chiama(va) “Area 51” e garantiva dei lavori accreditati da un elevato grado di artisticità. È stato un punto di riferimento e una vera anticipazione per una città fondamentalmente animata da una certa diffidenza (tutta contadina) verso le novità.

Ma non ci ha messo molto ad affermarsi. L’Inviato Cittadino (prima che Nicola Bossi così lo nominasse) fu il primo a darne notizia dalle colonne del Corriere dell’Umbria. Quei bravi giovani, per riconoscenza, gli proposero come gentile omaggio un tatuaggio a suo gusto. L’invito fu declinato, ma decisamente apprezzato.

Ora, passando per il quartiere, si notano quelle saracinesche abbassate. Con un po’di dispiacere. All’interno è tutto smobilitato e ci si prepara a una riverniciatura delle pareti. E, certamente, anche di quelle artistiche serrande.

Forse quest’arte, antica e modernissima, è un po’ in crisi. O forse sono cresciuti in modo esponenziale gli studi e gli specialisti che la praticano. C’è anche da considerare il caro-affitti, che incide pesantemente sulle spese di gestione. Con un migliaio di euro di canone di locazione da corrispondere, di tatuaggi tocca farne parecchi.

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Sta di fatto che Perugia è considerata una città di riferimento per quest’arte, tanto che l’annuale Kermesse di tre giorni all’Hotel Giò Jazz attira tatuatori famosi da tutto lo Stivale. E sono tante le persone che vi si recano per semplice curiosità o per portarsi addosso un prodotto artistico, over the skin. Esibizionismo, moda, conformismo dell’anticonformismo, tribalismo di massa? Comunque la pensiate, il tatuaggio è praticato e apprezzato nel mondo. Spiace constatare come oggi, malgrado le mode e i modi dominanti, chiuda proprio lo studio che – nella città del Grifo – è stato un precursore di questa attività.

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