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INVIATO CITTADINO Elce, c'è un'istituzione da salvare: a giugno, se nulla accade, la chiusura

Scuola dell’Infanzia “Angeli Custodi” a rischio: l’Elce non sarà più la stessa

Elce, Scuola dell’Infanzia “Angeli Custodi”, c’è una Istituzione da salvare.

A giugno, se nulla accade, la chiusura. C’era una volta la casa delle suore di Gesù Redentore, amatissime dagli elcini.

Si pensi che, prima della costruzione della chiesa parrocchiale di San Donato (8 decenni fa), nella loro Cappella si diceva messa.

L’attività delle suorine si è dipanata fra religione e socialità responsabile. Come dimenticare che, fino a qualche tempo fa, suor Angela suonava l’organo, cantava e… assisteva le detenute?

Appunto: l’accoglienza di detenute di Capanne in regime di semilibertà. Una lapide ricorda don Adolfo Severi, canonico metropolitano, che fu cappellano della Casa penale femminile fino agli anni Venti del Novecento, fondatore della Casa Santa Maria del Rifugio, inaugurata per la Festa della Madonna dell’8 dicembre 1929. Il fondatore sarebbe vissuto meno di un anno dalla fondazione. La sua opera ha però trovato una prosecuzione, ideale e materiale, fino ai nostri giorni.

Ma, per il futuro, che succederà?

Ho ancora negli occhi, e nel cuore, la scena toccante di una suorina che girava per l’Elce con un bimbo piccolo in passeggino. Siccome la madre non poteva uscire, toccava a lei portare il piccolo a fare un giretto. Lo faceva con serenità e legittimo orgoglio. Nella consapevolezza di esercitare un diritto-dovere.

Come non ricordare, poi, l’attività educativa tradizionale di scuola dell’infanzia? Qui, peraltro, si accettavano anche i bambini con età inferiore ai canonici 3 anni della materna comunale o statale. Si rammenta una suora-maestra severissima, eppure apprezzata dai genitori che pretendevano un’educazione attenta e giustamente rigorosa.

Al momento, le suore sono rimaste solo in due, anziane e non in ottima salute. Tanto che verranno associate alla casa madre di Madonna Alta. E dell’edificio cielo-terra vicino alla rotatoria che ne sarà? Soprattutto la scuola (dove ormai operava personale esterno) che fine farà?

La scuola è stata chiusa, come quelle pubbliche, causa pandemia. Ma, se nulla cambia, come potrà riaprire per il prossimo anno scolastico? Il personale resterà senza lavoro? E gli elcini, per non parlare dei dipendenti dell’Università che lasciavano qui i bambini recandosi al lavoro, come faranno? Saranno costretti a orientarsi verso altri poli educativi, di certo più scomodi?

Certo è che, privata di questa scuola, l’Elce non sarà più la stessa. La parrocchia (un appello a don Riccardo Pascolini) e altre istituzioni si attivino per non lasciare che scompaia questo presidio educativo e pedagogico, ispirato a valori morali, religiosi, formativi, da tutti apprezzati.

Perché “religio” non è solo preghiera, ma anche operatività. Basti ricordare che “res-ligo” richiama un “legame con le cose”. Che non sono principio astratto, ma realtà in cui la fede si testimonia vivendo.

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