Domenica, 17 Ottobre 2021
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Draghi una benedizione, parola del cardinal Bassetti. Ma Travaglio, commentando, sbaglia il precedente e viene rimandato… in storia

Il giornalista del Fatto Quotidiano: "Il cardinale Pietro Gasparri disse la stessa cosa del Duce". La precisazione dello storico Gian Biagio Furiozzi: "Fu Pio XI a dire nel 1929 che la Provvidenza gli aveva fatto incontrare un Capo di Governo come Benito Mussolini"

Mario Draghi è una benedizione. Parola del cardinale Gualtiero Bassetti. Ma Travaglio, commentando, sbaglia il precedente e viene rimandato a ottobre… in storia.

Alcuni giornali hanno riferito che il cardinale Bassetti, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, avrebbe affermato che “Draghi è stato messo a quel posto dalla Provvidenza”. 

In effetti, la storia nazionale non è priva di 'uomini della Provvidenza'. Che forse non sarebbe il caso di chiamare in causa su questioni così terrestri, per non dire… pedestri.

Marco Travaglio ha commentato sul 'Fatto quotidiano', sottolineando che Bassetti “avrebbe dovuto pagare il diritto d’autore al cardinale Pietro Gasparri, che disse la stessa cosa del Duce”.

Con la precisione che lo contraddistingue, lo storico Gian Biagio Furiozzi ci ricorda che le cose non stanno esattamente così. Anzi: l’affermazione è portatrice di un colossale svarione.

Spiega, infatti, lo storico: “Travaglio commette un errore plateale, perché non fu Pietro Gasparri ma Pio XI a dire, nel 1929, che 'la Provvidenza gli aveva fatto incontrare un Capo di Governo come Benito Mussolini', a due giorni dalla firma del Concordato”. 

Precisazione e relative conseguenze. “Quindi, è a Pio XI che il cardinale perugino dovrebbe pagare, semmai, il diritto d’autore per questa (poco felice) affermazione”.

Papa Ratti aveva testualmente definito il duce come "l’uomo che la Provvidenza ci ha fatto incontrare".

L’Inviato Cittadino ha verificato e assicura al lettore che le cose stanno proprio così.

Intendiamoci: a chiunque può capitare di sbagliare. Specie nel lavoro giornalistico, che ha tempi molto stretti e ritmi giugulatori. Ma la precisazione era dovuta.

Senza voler azzardare paragoni improponibili fra personaggi ed epoche incomparabilmente diverse, ci sentiamo di dire che dall’errore si può trarre insegnamento (riconducibile all’abusato brocardo “errando discitur”, sbagliando s’impara).

Quale l’insegnamento?

“Che l’equivoco  qui rilevato può costituire un utile spunto per ripassare un po’ la storia del nostro Paese”. 
Affermazione da sottoscrivere in toto. 

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