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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
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Diabetologia pediatrica, "ambulatorio da salvare". Lettera aperta di un gruppo di genitori: "Intervenga la regione"

I familiari dei giovani pazienti contro l'accordo tra Azienda ospedaliera e associazione Agd: "Decentrare il servizio è solo una spesa in più"

Chiedono garanzie per i loro figli i genitori di giovanissimi pazienti affetti da diate 1 residenti in Umbria. Un appello che fa seguito all’annuncio dell’accordo tra la direzione del Santa Maria della Misericordia e l’associazione Agd per la “ristrutturazione” dell’ambulatorio di Diabetologia Pediatrica.

“Dopo essere stati accolti nell’ambulatorio diabetologico del reparto di Pediatria del Santa Maria della Misericordia con un servizio caratterizzato da professionalità ed alta competenza dei medici che hanno assunto la gestione delle cure e dei controlli periodici, siamo rimasti attoniti e basiti di fronte alle manovre di progressiva destabilizzazione e malagestione dell’ambulatorio  che funzionava prima con regolarità ed eccellenza, fino a chiudere addirittura in modo incomprensibile per mezza giornata l’accesso nel giorno di martedì” commenta il gruppo di genitori in una lettera aperta.

“La destrutturazione progressiva – spiega Erica Porrini in rappresentanza del gruppo - viene ora presentata al pubblico come una ristrutturazione che nasconde invece la carenza di personale in Clinica Pediatrica per turni di accettazione e degenza. E la prima soluzione individuata, quella di allestire ambulatori diabetologici decentrati, si presenta come illogica, irrazionale e destinata a far lievitare i costi per il personale che dovrebbe essere coinvolto, con tutta probabilità a scapito dell’interesse per la salute dei malati di diabete mellito e di un servizio adeguato e qualificato. E’ di tutta evidenza, data la carenza di personale, che moltiplicare questi professionisti per 3 o 4 città comporterebbe un aggravio non indifferente sui costi sostenuti dai contribuenti a danno dei cittadini. Per noi è quindi inaccettabile. Considerata anche la bassa densità della popolazione umbra, il servizio deve rimanere centralizzato e potenziato. Le linee guida nazionali indicano che solo una persona di comprovata esperienza può essere responsabile di un centro come questo, affiancata da altre figure professionali come lo psicologo, la dietista e personale infermieristico”. 

“Non si capisce, inoltre, - continua Porrini - come mai per una progettualità di tale importanza, capace di modificare il futuro economico e sociale di un territorio, il commissario Onnis ritenga sufficiente il coinvolgimento della sola Agd Umbria quando, invece, secondo noi, è fondamentale il coinvolgimento dell’assessorato regionale alla Sanità e delle società scientifiche. Curioso il fatto che in una lettera firmata dalla suddetta Associazione e datata 17 dicembre 2019 la stessa dissentiva dalla proposta sul servizio territoriale in quanto non in linea con le indicazioni regionali e nazionali”.

Il gruppo di genitori – spiegano i componenti - non condivide le scelte prese dal presidente della Agd, che non approva “assolutamente la disgregazione del servizio per avere delle risposte “sotto casa” riducendo non poco il livello culturale e scientifico in un momento storico dove si cerca di costruire eccellenze e garanzie del servizio di assistenza sanitaria. Facciamo un appello alla Regione per un’urgente presa in carico della situazione, facendo luce su quanto esposto e dando un’immediata soluzione ai bisogni di salute di tanti bambini che stanno ricorrendo fuori regione. Soluzione che si chiama “struttura sanitaria semplice dipartimentale”, come da piano Nazionale Diabete, già richiesta in passato anche dalla stessa Agd che poi però non ha fatto seguire altre iniziative di fronte alla mancata realizzazione della struttura stessa”.

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