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Detti e tradizioni perugine: "Giorni della merla", ecco perché si chiama così il periodo più freddo dell'anno

Stavolta il detto “nn ardice”. Smentita – almeno per ora – la tradizione che vuole i tre giorni da San Costanzo al 31 come i più freddi dell’anno

Stavolta il detto “nn ardice”. Smentita – almeno per ora – la tradizione che vuole i tre giorni da San Costanzo al 31 come i più freddi dell’anno. Sono denominati  “i giorni della merla” e l’origine del detto si rifà a una leggenda popolare che chiama in causa il pennuto.

L’antropologia popolare racconta che la merla, inizialmente dotata di un piumaggio bianco latte, per salvarsi dal gelo, si ficcò in un camino e il suo manto divenne grigio a causa della fuliggine. Aspetto “eziologico”, ossia utile a spiegare un fatto alla luce di motivazioni plausibili, ma inventate.

Come quella di ricorrere a una leggenda per spiegare il colore nero di questa specie di uccelli. La tradizione aggiunge che addirittura le code degli uccelli, necrotizzate dal ghiaccio, sarebbero cadute. Siamo nell’alveo dell’affabulazione contadina che vedeva con favore il periodo dell’anno, dato che non c’erano lavori urgenti da svolgere. Così i racconti intorno al focolare cementavano gli affetti e legavano le generazioni.

L’anno scorso il detto trovò corrispondenza nel vero, tanto che la Luminaria, ossia la storica processione di San Costanzo, venne annullata per maltempo. Caddero palline di ghiaccio che segnarono le carrozzerie delle automobili. Nel 2020, invece, tutto regolare. E anche le previsioni per i prossimi giorni fanno presagire valori termici oltre la media.

Restiamo in attesa del tempo che farà per la Candelora, ossia il 2 febbraio. Questa data è considerata snodo cruciale e riferimento importante per stabilire se le fasi più aspre dell’inverno sono passate. Ci sarà da crederci?

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