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Martedì, 21 Maggio 2024
Attualità Assisi

Design e disabilità, progettare pensando a riabilitazione e supporto: via ai corsi

Progetto dell'Università di Perugia in collaborazione con l'Istituto Serafico di Assisi

Partendo dal principio che la bellezza salverà il mondo, la bellezza stessa diventa il mezzo con cui il corso di studio magistrale in 'Design per la vita del pianeta - Planet Life Design' del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale dell’Università degli Studi di Perugia, in collaborazione con l'Università degli Studi della Campania Vanvitelli, si spinge oltre l’orizzonte più tradizionale del design e immagina la progettazione di oggetti per scenari più complessi come quelli legati al mondo della disabilità.

Nello specifico, il workshop ‘Interior_Safety_Emergency for Kids’ ha visto il coinvolgimento dell'Istituto Serafico di Assisi, centro d'eccellenza per la riabilitazione di ragazzi con disabilità grave e gravissima, che ha fornito agli studenti il proprio punto di vista e le proprie competenze al fine di sviluppare e progettare prodotti di design che possano rappresentare un elemento importante della riabilitazione delle persone con disabilità. Chi vive in una condizione di disabilità, infatti, ha bisogno di essere 'libero', assecondando i propri istinti senza compromettere la propria salute; deve sentirsi protetto; deve avere la possibilità di esprimere la propria personalità e di instaurare relazioni. 

Il corso di studi, presieduto dalla professoressa Benedetta Terenzi, docente di Design for Emergency, ha coinvolto i propri studenti in questa sfida, con l’obiettivo di elaborare delle proposte progettuali che potessero risponde alle esigenze esposte dal Serafico, mettendo a sistema le conoscenze e le competenze fornite dagli insegnamenti di ‘Residenze Protette’ della prof.ssa Giovanna Ramaccini e ‘Safety Fashion Design’ della professoressa Simona Ottieri. Nel corso è stata approfondita la formazione degli studenti ampliandone le competenze, che sono state declinate sulle esigenze di persone disabili, così da costruire prodotti o garantire servizi fondamentali per la cura della persona che, partendo proprio dalla dimensione estetica della bellezza e del design, prendono forma seguendo il concetto del 'prendersi cura'. E quindi, andando oltre all'approccio sanitario, si amplia la visione a una capacità di coltivare, appunto, la bellezza. Qui infatti, per la prima volta, i concetti di cura e di bellezza non si escludono a vicenda ma, anzi, procedono insieme.

“Il corso di laurea magistrale in Planet Life Design - spiega Terenzi - ha l’obiettivo di formare designer specializzati nel design applicato alla risoluzione dei problemi emergenti e nella progettazione di scenari complessi, intelligenti e sostenibili per definire nuove modalità di vita sul pianeta. Per questo il corso ha un approccio fortemente interdisciplinare, andando a integrare la cultura del progetto con una serie di altre competenze imprescindibili per un designer che vanno dalla psicologia all’economia circolare, dalla etica e l’estetica, all’antropologia all'etnografia. Il designer che uscirà da questo percorso sarà un designer consapevole, responsabile ed evoluto, in grado di inserirsi nel contesto economico e prodotto nell’immediato, spendendo una preparazione fondata sulle richieste attuali, in linea con le direttive europee”. 

Ed è proprio creando questa sinergia che l’Istituto Serafico di Assisi ha indirizzato i giovani universitari, mettendo in campo la propria esperienza al fine di migliorare gli ambienti che ospitano le persone con disabilità, rendendo gli spazi confortevoli o utilizzando un abbigliamento ad hoc per chi, per diversi motivi legati alla propria disabilità, tende a strapparsi gli abiti di dosso. E così le progettazioni si sono concentrate nella creazione di un 'letto abitacolo'; di abbigliamento protettivo; di particolari giochi adatti alla vita più fragile e in grado di insegnare concetti nuovi o migliorare la memoria di chi ne fa uso.

Il letto Safegram, ad esempio, è pensato come una struttura che garantisce piena sicurezza ma che allo stesso tempo offre degli stimoli sensoriali e si trasforma in una struttura 'abitabile' e mobile. In una parola: un letto bello. In questo modo si raggiungono quattro obiettivi: il letto diventa personalizzabile, poiché ciascun ospite potrà modificarlo a piacimento; inclusivo, perché non ci sarà alcuna distinzione tra i diversi letti; giocoso, grazie all’eliminazione della sensazione di un letto sanitario; protettivo, facendo sentire al sicuro i soggetti più fragili. Insomma, il focus è la costruzione di un ambiente adeguato ma che allo stesso tempo risponda ai canoni della bellezza. L'abbigliamento protettivo, invece, punta alla realizzazione di indumenti 'non ghettizzanti o emarginanti', che danno sollievo da ansia, stress e attacchi di panico, che non abbiano elementi disturbanti, che siano realizzati con tessuti morbidi e leggeri, che aiutino a regolare la temperatura corporea. 

“Prendersi cura significa garantire ambienti e oggetti sicuri, ma anche dare bellezza”, ha spiegato Francesca Di Maolo, presidente dell'Istituto Serafico. “I bambini e i ragazzi disabili, così come tutti i bambini del mondo, hanno bisogno di sognare, di sentirsi bambini, di giocare. E quindi c’è chi ha bisogno di vestiti speciali, chi di giochi speciali”, ha aggiunto. “L'attenzione alla progettazione è importante per chi si trova in una condizione di disabilità: perché non è giusto prendersi cura di una persona in ambienti brutti e sciatti, senza dare la giusta attenzione al gusto. Attraverso questo nuovo modo di progettare e di sperimentare si aprono nuove ‘finestre’ che la disabilità ha chiuso”. Da qui, infatti, l’appello della Di Maolo: “In Italia sono ancora poche le progettazioni fatte in questo modo, spesso noi le prendiamo all’estero. Quindi lancio l’invito a progettare, a provare, a sperimentare: perché è solo tramite la progettazione atta a diventare strumento di benessere e di miglioramento della qualità della vita che si crea un ponte verso la giustizia e l’inclusione sociale”.

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