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Chiudere una utenza ai tempi del web non sempre è una questione di un clic. "Costretto ad andare allo sportello, altro che semplificazione"

Alla faccia della semplificazione. Umbra Acque, invece di ridurre le file e i disagi, richiede la presenza fisica dell’utente per operazioni che potrebbero farsi comodamente per via telematica. E il bello – anzi il brutto – è che questa facilitazione era invece possibile “fino a una settimana fa”: parola della gentile interlocutrice che fornisce l’informazione allo 800.00.55.43 (chiamata effettuata ieri, 5 febbraio, alle ore 10:35).

Di che si tratta? Si deve richiedere la chiusura del servizio idrico. Perché? La casa è chiusa. L’utente ha già effettuato operazione analoga per i servizi luce e gas. È bastato compilare un modulo via web, allegare fronte-retro di un documento d’identità, e la rescissione del contratto avviene in automatico. Salvo procedere fisicamente a sigillare i contatori. E per l’acqua? Occorre andare fisicamente allo sportello: in questo caso, l’erede dell’ex titolare, deve fare la fila, portare il certificato di morte del de cuius (ma perché, se uno è vivente, non può rinunciare a un servizio?), e chiedere la chiusura.

Ma perché non si può fare tutto, comodamente, da casa, come prima? Risposta: “Fino a una settimana fa, era possibile. Ma ora non ci sono più nel sito i moduli
informatici. Decisione aziendale!”. Che si finisca la carta è possibile. Ma che si esauriscano i bit, scusate, è semplicemente risibile. O meglio: ci sarebbe da ridere, se non ci fosse da piangere.

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