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Il cardinal Bassetti sul calo delle nascite: "L'Italia senza figli frutto dell'egoismo, della paura del futuro e di una politica feudale"

Per il presidente dei vescovi italiani la denatalità "è una crisi di civiltà, una vera emergenza italiana e la più grande emergenza dell’Europa"

Gli italiani non fanno figli e gli stranieri che vivono in Italia, dopo un primo boom, si accodano. Le cause vanno ricercate nell’emergenza economica e lavorativa, la precarietà dei giovani, ma è anche una questione di “civiltà”. È quanto sostiene l’arcivescovo di Perugia Gualtiero Bassetti e presidente della Conferenza episcopale italiana.

Il presule di Perugia riflettendo sull’ultimo bilancio demografico dell’Istat, parla di “vera emergenza italiana” se non europea. Una questione che non è politica, nel senso di destra o sinistra, forse “questione di soldi o di sgravi fiscali”, ma più “questione di civiltà” che “mette in luce un Continente sempre più vecchio, in cui nascono sempre meno figli”.

Il cardinale ha voluto ricordare la ricchezza che deriva dai figli, “fonte di sviluppo” ed il principio di “condivisione” che è alla base della famiglia, anche quando si forma nelle difficoltà materiali. D’altronde il presule è nato “durante la Seconda guerra mondiale in un mondo di macerie, poverissimo eppure ancora ricco di umanità”. Per il cardinal Bassetti bisogna “saper condividere”, mantenendosi in un forma “relazionale e morale” che attraverso lo “scambio solidale tra le generazioni” genera ricchezza e “dinamismo economico”.

Attingendo ai ricordi della sua infanzia il cardinale Bassetti ha ricordato come “i giovani e i vecchi, nell’Italia della ricostruzione” assolvevano “compiti e funzioni diverse”, ma finalizzate alla costruzione di una “casa comune”, dove il terreno buono produce frutti (ricordando La Pira), i bambini vengono custoditi e gli anziani trovano conforto.

In questi tempi incerti, invece, oltre all’indubbio “problema di organizzazione politico-economica dell’intera società”, sussiste “una grande questione esistenziale e culturale” che vede nella famiglia e nei figli “un peso, un grosso intralcio all’affermazione e all’autodeterminazione del singolo individuo”. La natalità, quindi, non è ricchezza per la famiglia e la società, ma un peso che limita il successo e porta angoscia. Secondo Bassetti "oggi più che mai è necessario cambiare questo paradigma. Di fronte a una società che si sta polverizzando e a un potere politico sempre più particolaristico e feudale, occorre avere la consapevolezza che la nascita di un bambino è una ricchezza per tutti e non un peso per pochi

Per il presidente della Cei è necessario “cambiare questo paradigma” e “tornare ad annunciare con semplicità, gioia e senza dannose strumentalizzazioni politiche il Vangelo della vita”.

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