Demenza senile, Umbria capofila di un progetto europeo: aiutare e formare i familiari dei malati

La maggior parte di chi si prene cura dei pazienti si sente impreparata ad assumere questo nuovo ruolo e rischiano anche problemi di salute...

Un corso di formazione per prendersi cura, a livello familiare ma anche professionale, delle persone che soffrono di demenza senile. Un progetto anche per dare gli strumenti giusti all'assistente per non farsi risucchiare dagli effetti collaterali di questa malattia che incidente non solo sul paziente ma anche su coloro che sono di ausilio. Il progetto è denominato “Dementia: Respect and Respite” (acronimo D-Care), che si è aperto ufficialmente oggi, 5 novembre, a Perugia con il primo dei due giorni di meeting internazionale tra tutti i partener europei coinvolti. 

"Oltre all'impatto sulla persona - spiega Tiziana Ciabucchi, presidente di Auser Umbria - la demenza ha un effetto considerevole su quelli che sostengono il malato. La maggior parte dei caregivers si sente impreparata ad assumere questo nuovo ruolo. Prendersi cura delle persone spesso porta problemi di salute fisica e mentale per via dello stress che la cura di qualcuno con demenza causa. Inoltre, il lavoro e le altre relazioni soffrono e si trascurano i propri bisogni. La cura è anche un compito difficile e stressante per gli operatori sanitari professionali che spesso hanno bisogno di maggiori conoscenze e strumenti". 

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Si stima che più di 2.000 persone beneficeranno indirettamente o saranno l'obiettivo delle attività organizzate dal progetto, molte delle quali anche in Umbria. Dopo la "formazione dei formatori", saranno sviluppati due corsi; il primo coinvolgerà assistenti professionisti che vogliono lavorare con i malati di demenza; il secondo coinvolgerà i caregivers non professionisti al fine di aiutarli a prendersi cura delle persone che soffrono di demenza.

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