Martedì, 15 Giugno 2021
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Dehors e tavoli all'aperto, come cambiano le regole per l'aperitivo nel salotto buono di Perugia

Approvate le modifiche al regolamento per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche e per l’utilizzo dell’immagine della città di Perugia

Tavoli all’aperto e dehors in centro storico, cambia tutto con l’approvazione delle modifiche al regolamento per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche e per l’utilizzo dell’immagine della città di Perugia.

Le modifiche riguardano i criteri generali di collocazione e le sanzioni e misure ripristinatorie, frutto delle richieste delle associazioni di categoria e dei consiglieri Croce, Renda e Casaioli.

La superficie massima di occupazione di suolo pubblico con i dehors è stata fissata in 60 metri quadri davanti all’attività. Se questa ha una superficie interna superiore a 100 metri quadri la superficie massima aumenta fino a 70 metri quadri. In ogni caso i metri lineari dell’occupazione non potranno superare il fronte dell’esercizio se ve ne sono altri adiacenti.

I pubblici esercizi che hanno sede nei vicoli con una superficie interna di 50 metri quadri possono fare richiesta per dehors non superiori a 40 metri quadri di occupazione; se la superficie interna è inferiore a 50 metri quadri lo spazio in concessione non può superare i 16 metri quadri. In ogni caso il dehors non può essere installato a più di 50 metri dal locale. Unica deroga per i locali autorizzati per 5 anni consecutivi con la medesima ragione sociale e spazi interni di almeno 50 metri quadri. La concessione è rilasciata solo se la conformazione del vicolo e lo spazio massimo occupabile siano ritenuti consoni.

Superfluo dire che “è fatto obbligo di coprire i piatti contenenti le pietanze, nel rispetto delle vigenti normative igienico – sanitarie”.

Le sanzioni sono state rimodulate da un minimo di 75 euro ad un massimo di 500.

“Il centro storico è in continua evoluzione e richiede, per l’effetto, costanti aggiornamenti – ha spiegato l’assessore Pastorelli – Abbiamo deciso di intervenire anche alla luce della precedente liberalizzazione con conseguente proliferazione delle aperture di attività di food, con significative ricadute sul decoro del centro storico. Si è intervenuto su due fronti: nel primo caso sono stati introdotti dei criteri più equi rispetto a quelli precedentemente in vigore. Da una ricognizione era emerso che sussisteva una disparità di trattamento tra chi ha occupazioni minimali nei vicoli di pertinenza e tutti gli altri – ha proseguito Pastorelli - In secondo luogo si è inteso riconoscere il particolare impegno economico che mettono in campo tutte quelle attività che hanno locali piuttosto grandi (superiori ai 100 metri quadri) riconoscendo loro la possibilità di avere dehors più ampi”.

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