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 Affreschi alla Villa di Compresso, ex Istituto per poliomielitici

Affreschi alla Villa di Compresso, ex Istituto per poliomielitici

Il degrado affligge Villa Compresso, scrigno di arte e storia: "Impossibile un recupero senza sostenitori o acquirenti"

L’intervento ha un costo elevatissimo. L’amministratore della Società proprietaria di Villa Compresso scrive all’Inviato Cittadino e chiede collaborazione

L’amministratore della Società proprietaria di Villa Compresso, Alessandro Cerimonia, scrive all’Inviato Cittadino, condivide l’analisi del disfacimento dello storico immobile e chiede collaborazione. Rappresentando le non poche difficoltà che si frappongono a una positiva soluzione della delicatissima faccenda.

Scrive: “Leggo su Perugia Today un suo articolo che racconta, anche attraverso le parole di Franco Pignattini, il degrado di Villa Compresso. Sono da poco l’amministratore della società proprietaria dell’immobile e mi dichiaro disponibile ad un contatto, per valutare soluzioni che possano riportare la struttura a migliori condizioni”.

Precisa: “Non è intenzione della proprietà sottovalutare il problema, evidentemente grave anche per loro. Ma è da dire che i numerosi tentativi di rivalutare la struttura sono stati inutili, di fronte alla gravità della situazione iniziale” [ci si chiede se l’analisi non dovesse essere compiuta in via preliminare all’acquisto, valutando le proprie forze in rapporto alla complessità, e dispendiosità, della situazione, ndr].

L’intervento ha un costo elevatissimo. Non sono stati trovati soci né acquirenti. Da qui la resa. “La metratura e il lavoro necessari sono rilevanti e, non essendo riusciti a trovare sostenitori, soci o (nella peggiore delle ipotesi) nuovi acquirenti disponibili a rendere onore a tanta bellezza, i proprietari si sono dovuti arrendere con profondo rammarico”.

E il pubblico che fa? “Nulla è stato intentato ma, senza alcuna forma di sostegno (neanche pubblico), non avendo trovato, in altri soggetti, l’interesse che i proprietari avevano per il grande valore storico dell’immobile, il loro tentativo di recupero è andato a vuoto”.

Ed eccoci ai problemi di oggi.  “Siamo così arrivati ad oggi e ai continui interventi per difendere il luogo da ladri e vandali. Una triste lotta, impari e insostenibile”.

Un fallimento e… resta solo tanta amarezza. “L’amarezza di leggere parole tanto dure [l’Inviato Cittadino ha solo raccolto le dichiarazioni dell’intervistato circa lo stato delle cose, ndr] si unisce alla consapevolezza di non essere riusciti a raggiungere i risultati sperati, anche per mancanza di pubblico interesse nei confronti della nostra arte e della nostra storia”.

Conclude: “Immagino che i testimoni [Franco Pignattini, Francesca Bondì, ndr] parlino ignorando l’impegno che mi risulta essere stato dedicato per anni alla tutela di quell’immenso complesso. Ciò mi aiuta a superare il dispiacere iniziale” [l’impegno ci sarà certamente stato ma, a quanto si vede, del tutto infruttuoso, ndr].

Un auspicio. “Magari, insieme si potrebbero trovare soluzioni per il raggiungimento di un obiettivo comune: anche il vostro aiuto potrebbe essere prezioso”.

Si accettano suggerimenti e utili indicazioni. “Se riterrete di poter suggerire una nuova strada da percorrere, se le vostre parole sono da ritenersi critiche costruttive, troverete un’apertura e una disponibilità totali. Nuove idee o soluzioni non possono che essere gradite, vista l’importanza di ciò che sta andando perso”.

Sulla questione consiglio di accedere ai seguenti link che la rappresentano egregiamente: Colori cupi, pareti che si spogliano e cartelle cliniche Il viaggio nell’ex Istituto per i bambini poliomelitici | The Mag (the-mag.org) e anche La collina dei poliomielitici. - Chiedi alla Polvere.

Per quanto è nelle nostre possibilità, assicuriamo che sono stati spesi buoni uffici per tentare un recupero, superando l’inaccettabile condizione di degrado che affligge quello scrigno di arte e di storia. Un Istituto di sicuro prestigio e assoluta affidabilità è stato da noi interessato a puntare i riflettori su quel bene. Diamo tempo al tempo. Ne è stato speso tanto, fino ad oggi. E, finora,  spiace dirlo: inutilmente.

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