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Perugia, riaperto il flusso alla Fonte Tezia. Ma la ruggine segna la vasca che non tiene

Due i problemi rilevati dall'Inviato cittadino sulla fonte ai piedi del torrione di sinistra dell’Arco Etrusco

Riaperto il flusso alla Fonte Tezia a Perugia. Ma la ruggine segna vistosamente la vasca che non tiene. Insomma: i problemi sono due. Occorre fare qualcosa. L’intervento sulla fonte, voluta da Girolamo Tezi, ai piedi del torrione di sinistra dell’Arco Etrusco, risale allo periodo del restauro della massima Porta cittadina. 

Si trattò di un lavoro consistente da noi seguito, anche grazie all’amicizia col restauratore Adamo Scaleggi che ebbe il suo daffare. In primis, dovette togliere superfetazioni come “cucchiarate” di cemento, messe su alla “Dio provveda!”, che avevano fatto più danno che altro. Poi fu necessario risarcire con materiali adeguati, prima di ridare patine che omologassero il colore dei materiali di riporto con quelli originari. Il restauro riguardò anche le bocche leonine bronzee che mostravano consistenti segni di ossidazione. Tutto fu eseguito alla perfezione.

Oggi però lo stato della Fonte è tutt’altro che rassicurante (foto). Malgrado l’interruzione invernale nell’erogazione dell’acqua, quel manufatto, specie nella parte centrale della vasca, è percorso da strati marroni che fanno pensare a scolature e depositi lasciati da materiali ferrosi ossidati. Si tratta verosimilmente dell’ossidazione dei tubi: ruggine che il cloro stacca e porta via. Un fontaniere di nostra fiducia racconta: “Abbiamo fatto segare due curve di vecchie tubazioni in ferro. Pare che il resto sia in rame, ma è necessario verificare. D’altronde - aggiunge - occorre bonificare da guano di piccione e sporco di cani che ci fanno il bagno. Il cloro è l’unica soluzione per disinfettare, specie in periodo di virus”.

Quanto al secondo problema, quello della vasca che non  tiene, non resta che individuare il punto di cedimento (che pare di intercettare anche a occhio) e provvedere alla bisogna.

La prossima Fontana ad essere riaperta sarà quella di Angelini (1928, finto antico!), in via delle Volte. A seguire, quella della Stazione  e le altre. Buon lavoro ai validi fontanieri del Comune di Perugia!
Un’ultima osservazione, banale ma necessaria. Non basta restaurare. La chiave è una manutenzione costante e accurata.

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