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Ponticello in predicato di caduta (foto Salvatore Maffei)

Ponticello in predicato di caduta (foto Salvatore Maffei)

Tra San Marco e San Marino. Quel ponticello che pende, che pende e che ormai... cascherà

La strada è molto trafficata, ma sinora nessuno ha fatto nulla per porre rimedio al grave inconveniente

Tra San Marco e San Marino. Quel ponticello che pende, che pende e che ormai cascherà.

È stato ripetutamente segnalato, ma il Comune non interviene. Eppure si tratta di un problema di notevole gravità. Che mette a rischio la sicurezza delle persone, creando pregiudizio a carico dei collegamenti in questa zona della città.

Un’infrastruttura che ha i giorni contati. Forse addirittura le ore.

Scrive un utente: “Nel tratto di strada che va da S. Marco a S. Marino c’è ormai da mesi un ponte che ha i giorni contati. Più che i giorni, verrebbe da dire ‘le ore’, tale è lo stato di degrado a vista”.

Rischio concreto e per molte persone.

“La strada è molto trafficata, ma sinora nessuno ha fatto nulla per porre rimedio al grave inconveniente. Che si attende, la disgrazia? Un costume inveterato è quello di rimandare alle calende greche gli interventi. In questo caso, però, si ravvisa unanimemente la necessità e l’urgenza della messa in sicurezza”.

Non è stato fatto proprio niente, niente?

“Esattamente. A meno che non si voglia considerare ‘qualcosa più di niente’ l’apposizione di cartelli che invitano alla prudenza. Insomma: la prudenza è necessaria, ma, prima di tutto, occorre adoperarsi per rimuovere la fonte di pericolo. Che, a questo punto, non è – come si dice – potenziale, ma rischia di assumere valore di concretezza e alta probabilità. Ma poi di quale prudenza vogliamo parlare. Ci si passa sopra. Punto. Augurandosi che non accada quanto è facilmente prevedibile!”.

Invitare all’attenzione non basta.

“Anche perché – diciamolo francamente – attenzione a che?”, sostiene a buon diritto il nostro interlocutore. “Si fa attenzione nel tenere comportamenti prudenti. Ma, in questo caso, la prudenza non c’entra nulla”.

Ma non c’è un altro percorso per San Marino? E come sta la questione della ventilata denuncia contro il sindaco?

“Non ne parliamo. Anche passando per Ponte Rio la situazione non è granché. Pensi che, giorni fa, dei vicini mi hanno contattato perché stanno raccogliendo firme per denunciare il sindaco Romizi. Non ho aderito per ragioni personali, ma non perché quella sottoscrizione non fosse giusta”.

Da oltre sei mesi nulla si muove. Più che “preoccuparsi” – dice quel comitato – occorrerebbe “occuparsi” della questione.

“La preoccupazione degli utenti è più che legittima. Fare scongiuri, esorcismi, pratiche apotropaiche, corna, sale alle spalle… non serve. Di certo, più che “preoccuparsi”, occorrerebbe “occuparsi” della questione. Mettendo in sicurezza, tamponando, realizzando opere di sostegno. Quella frana è sempre più preoccupante. Un giorno di questi, chi ha la necessità di passare per quel ponticello, potrebbe trovarsi a mal partito”.

Insomma: o s’interviene o, diversamente, non ci resta che piangere.

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