Dal sito del Comune sparisce la figura e l'opera di Giacomo Santucci

L’Inviato Cittadino se n’è accorto accingendosi a dare una mano per il ricordo del grande perugino, tenutosi presso l’Istituto comprensivo Perugia 5 di via Chiusi

Santucci visto da Umberto Raponi (logo del sito web)

Nulla si crea e nulla si distrugge… almeno in natura. Gli uomini, invece, sono talvolta portati a riscrivere la storia a seconda dei momenti, delle mode e delle convenienze. Accade così che il nome  e il patrimonio iconografico di Giacomo Santucci scompaiano dal sito istituzionale del Comune di Perugia.

L’Inviato Cittadino se n’è accorto accingendosi a dare una mano per il ricordo del grande perugino, tenutosi presso l’Istituto comprensivo Perugia 5 di via Chiusi. Presenti autorità politiche comunali e regionali, oltre a insegnanti, docenti, persone per vari versi legati alla figura e all’operato di quel grande personaggio che ha lasciato nella Vetusta tracce indelebili di cultura e umanità.

Nell’occasione del ricordo, in quella scuola a lui intitolata, ho appena accennato alla questione, anche per non “guastare la festa”, ma oggi mi trovo a comunicarla, con sincero sdegno, ai nostri lettori.

Una sezione del sito istituzionale del Comune era meritoriamente dedicato a Giacomo Santucci. Oltre a una nota dell’allora assessore pro tempore (Andrea Cernicchi), c’era una breve e significativa bio del maestro Walter Pilini. Quindi, a titolo di saggio, era possibile sfogliare una serie di foto tratte dal suo immenso archivio personale di immagini perugine d’antan. La scansione, portata avanti dal cugino, è giunta a digitalizzarne oltre 20 mila. Poi ci sono documenti, corrispondenza e altre perle che meriterebbero un’altissima considerazione.

La sezione web era preceduta da uno splendido disegno al tratto che realizzò per me il grafico Umberto Raponi (in pagina): effigia Santucci, ormai anziano, circondato da immagini identitarie e fortemente evocative: la Fontana “disco-volante”, l’Officina elettrica di via Campo Battaglia, statuine dei Pisano, bambini che vanno a scuola, piccioni, grifi e libri volanti. Insomma: un vero capolavoro. Ora, di tutto questo in quel sito non c’è più traccia.

Quello che imbarazza è la cancellazione integrale di quella sezione. Forse Santucci non è più “di moda”? Forse che il suo operato, i suoi valori di politico, di uomo e di operatore culturale,  di persuaso e stimato educatore sono da gettare nel cestino? Strano: eppure i rappresentanti del Comune partecipano attivamente alle varie iniziative “in memoriam”, come avvenne nell’evento che realizzai al Morlacchi a cinque anni dalla scomparsa. Come è avvenuto l’altro ieri.

Si dirà: il sito è stato sottoposto a restyling, di grafica e di contenuti. Passi per la grafica, ma i contenuti da scartare sono quelli desueti, superati, imprecisi. E non è questo il caso di Santucci.

Vogliamo dunque parlare di “damnatio memoriae”? Ognuno la pensi come vuole. Ma quella cancellazione grida vendetta di fronte a Dio e agli uomini. Perugini o meno che siano.

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