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Sportivo di rango sul ring, poi business man e ... Indiana Jones di storia e cultura locale

Chi è Marcello Betti, ricercatore di curiosità culturali sul territorio: dai cerchi misteriosi di Verchiano all’aereo di Bud Spencer abbandonato all’aeroporto San Francesco

Quel personaggio assisiate, passato dalla condizione di sportivo di rango, a “business man”, a Indiana Jones di storia e cultura locale. Dallo sport alle costruzioni: una vita sempre sul ring.

Parliamo di Marcello Betti, più volte apprezzato come inesausto ricercatore di curiosità culturali legate al nostro territorio: dai cerchi misteriosi di Verchiano all’aereo di Bud Spencer abbandonato all’aeroporto San Francesco.

Racconta Marcello all’Inviato Cittadino: “Ho fatto il Pugile dilettante a livello nazionale, conquistando due medaglie d’argento ai Campionati italiani assoluti negli anni 70-71. Poi ancora un’altra medaglia d’argento, al Trofeo Internazionale Primo Carnera di Treviso, sempre nel 1971”.

Quali gli sviluppi della tua carriera?

“Sono stato professionista dal 1973 al 1976”.

Con quali esiti?

“Mi sono posizionato al secondo posto nella classifica italiana, disputando in totale ben 125 incontri, dal 1966 al 1976: un decennio di fuoco”.

Insomma, una bella carriera che si è dipanata per ben due lustri! Come valuti te stesso?

“In tutta onestà, sono stato un buon pugile a livello tecnico, direi di valore Europeo… ma non possedevo la castagna da KO. Insomma: un eterno secondo”.

Autoironia a parte, dopo lo sport, cosa ti sei messo a fare?

“Con la fine dell’agonismo, sono stabilmente rimasto nell’ambito del pugilato, rivestendo il ruolo di consigliere della palestra di Foligno, dove sono stato… "cresciuto". Successivamente mi sono impegnato con la palestra di Assisi, allenata dal Maestro Gerardo Falcinelli, fratello di Franco, Vice Presidente Federazione Mondiale Boxe”.

Dunque un impegno di tipo manageriale e organizzativo.

“Non solo. Nel Dna di famiglia deve proprio esserci il genio del ring”.

Facci capire!

“Nel 1994, mio figlio Daniel, seguendo le orme paterne, iniziò l’attività pugilistica, conquistando il titolo Italiano Terza serie, e successivamente il Titolo Italiano Senior. A coronare le sue aspirazioni venne il posto nella Squadra Olimpica per Atene 2004, dove purtroppo si infortunò al ginocchio. Rientrò in campo, un anno dopo, vincendo una medaglia d’argento ai Campionati Assoluti Dilettanti”.

Altri sportivi in famiglia?

“È quello che ti dicevo del Dna. Anche mio fratello Graziano è stato un peso massimo di vaglia (vedi foto in gallery relativa a un suo incontro sul ring del Molino Popolare di Ellera, ndr).

Insomma, una passione di famiglia, che coinvolge pure tua figlia Barbara, vero?

“Buon sangue non mente. Barbara segue lo sport come spettatrice. Ti allego una foto di mia figlia Barbara e suo marito, Michael Petrosino (professor Italo-americano, insegnante nella scuola statunitense di Singapore). All’Aeroporto di Singapore hanno incontrato Mike Tyson (vedi scatto in gallery) e con lui hanno discusso di Boxe Olimpica, in riferimento alla partecipazione di mio figlio Daniel alle Olimpiadi 2004”.

Sport a parte, oltre a indagare sui tanti misteri di carattere storico-archeologico e su curiosità culturali del nostro territorio, che attività svolgi?

“Faccio il costruttore edile stradale, con mio fratello Graziano. Oltre a noi, sono in azienda i nostri due figli geometri (Daniel e Marco ) e nostra sorella che segue l'Amministrazione. Abbiamo 16 operai fissi, oltre a vari collaboratori per lavori ad alta specializzazione”.

Siete tu e tuo fratello i fondatori dell’azienda di famiglia?

“No, l’abbiamo ereditata. La f.lli Betti snc è stata creata nel 1977, sulla scia della ditta artigiana di nostro padre Italo e del nonno Amedeo, carrettiere. Siamo orgogliosi di proseguire la loro opera”.

Potremmo concludere con una battuta?

“Dallo sport alle costruzioni: una vita sempre… sul ring. E, credimi, è alquanto dura, ma tocca stringere i denti e tirare dritto. D’altronde, ci sono abituato”.

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