Da Betlemme l'appello alla solidarietà dei perugini: aiuti per il progetto di assistenza a bambini disabili

Ci scrive da Betlemme Sandro Priorelli, colonna dell’Associazione La Gomena onlus. La struttura è nata all’inizio della seconda Intifada e accoglie bambini malati, disabili, abbandonati e poveri

Ci scrive da Betlemme Sandro Priorelli, colonna dell’Associazione La Gomena onlus: “Se è vero che solo l'amore salverà il mondo, qui a Betlemme nella casa dei "nostri" bambini speciali e in tutti i luoghi, dove vengono accolti e amati, sta il cuore della salvezza”. Com’è noto, l'Associazione si pone come obiettivo quello di realizzare progetti di aiuto a persone in stato di necessità di qualsiasi genere: economica, materiale, morale, spirituale.

Ha come fondamento un bel pensiero di don Orione che recita: “Non ti chiedo di che nazione sei, quale lingua parli, quale sia il colore della tua pelle, quale sia la tua religione. Anzi, non mi interessa neppure sapere se hai o non hai una religione: dimmi solo il tuo dolore e ti aprirò la porta della mia casa”. Il progetto “Hogar niño Dios” sorge a Betlemme, in uno dei luoghi più tormentati della terra, a due passi dalla Basilica della Natività.

La struttura è nata all’inizio della seconda Intifada e accoglie bambini malati, disabili, abbandonati e poveri. La grande necessità di questa struttura è determinata dalle cattive condizioni economiche e dal tipo di cultura che considera un grave disonore per la famiglia la nascita di figli con handicap di varia natura: siano essi fisici o psicologici. In questo contesto di povertà, violenza e tensioni – dove i bimbi malati spesso non vengono riconosciuti e rischiano di venire abbandonati – intervengono le cinque suore del Verbo Incarnato.

Le religiose dedicano tutte se stesse alla cura di questi bambini, creando un ambiente dove gli assistiti giocano, ridono, interagiscono tra loro e ricevono attenzione, ognuno in maniera particolare in funzione del tipo di handicap: si va da quelli sulla sedia a rotelle ad altri con la sindrome di Down, passando per autistici, iperattivi, disabili gravi. I bambini vengono ospitati, indifferentemente dalla religione delle famiglie di appartenenza, siano esse cristiane o musulmane. Alcuni medici sono ebrei.

La casa non riceve aiuti pubblici e tutte le spese vengono coperte dalla carità di tanti benefattori locali e internazionali. Attualmente è stata riscontrata l’esigenza di ampliare la struttura, anche per la necessità di ospitare in luoghi distinti i bambini più grandi. Ed è questo l’impegno che la Gomena, con la visita del Presidente Alessandro Priorelli, si è assunta. In particolare si lavora per ottenere il finanziamento del muro di contenimento del terrapieno che delimiterà la nuova struttura nel suo lato più scosceso. Agli amici perugini è richiesto di dare un aiuto concreto, ciascuno secondo le proprie possibilità.

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