Coronavirus, quella circolare esplicativa contraddice il decreto che dovrebbe spiegare ma è chiara

Hai i soldi, lo fai subito. Sennò... campa cavallo. Come funziona il test effettuato dai privati

Quella circolare esplicativa contraddice il decreto che dovrebbe spiegare. Insomma: dice un’altra cosa. Ma ha almeno il pregio della chiarezza. È rivolta a 46 soggetti operanti nel settore sanitario, e a tutti noi.

In soldoni (è proprio il caso di dirlo!): puoi permetterti di pagare il molecolare? Lo fai subito. Se non hai i soldi, campa cavallo!

La circolare spiega bene. E come! In pratica, precisa quanto già anticipato a mezzo stampa dalla Regione. La quale ha cercato invano di mettere una pezza che, secondo l’aureo brocardo, talvolta risulta peggiore del buco. Ma almeno libera dai lacci della coercizione i laboratori privati che erano “obbligati” (come?) a fare il molecolare anche a chi non si dichiarasse disponibile.

Ipotesi 1. Paghi in prima persona. Letteralmente: “Il soggetto risultato positivo al test antigenico o sierologico effettuato presso privato e che deve quindi sottoporsi al test molecolare necessario al fine della definizione della diagnosi, potrà effettuarlo presso lo stesso laboratorio/punto prelievo/medico competente che deve assicurare tale possibilità con prelievo del tampone durante la stessa seduta (nel caso sia stato eseguito un test rapido) e analisi presso i laboratori autorizzati dell’elenco regionale (DGR n. 571/2020), con costi a carico del soggetto richiedente”.

Ovvero, lo fai subito. Ma paghi. Con un braccio porgi la vena, con l’altro metti mano al portafogli.

È superfluo sottolineare l’opportunità di eseguire il tampone immediatamente. Si chiariscono le cose e siamo tutti tranquilli sul fatto che non andrai in giro a infettare il prossimo.

Ipotesi 2. Con costo a carico della sanità pubblica. Si può fare il tampone molecolare “avvalendosi del servizio pubblico; in tal caso il soggetto, in seguito a segnalazione di positività da parte del laboratorio privato/punto prelievo/medico competente con le modalità previste, verrà preso in carico dall’ISP, che provvederà alla prescrizione e programmazione del test molecolare, con costo a carico della sanità pubblica”.

Insomma: avverti il medico di base, che segnala alla Asl, che prende in carico l’onere del tampone, coi tempi consentiti dalla struttura. Considerando “prescrizione e programmazione”. Ossia: certamente non oggi per domani. I tempi saranno da vedere. Insomma: non paghi e devi portare pazienza. Diceva una vecchia pubblicità: “Per i bambini buoni, la dolce Euchessina”. E i cattivi? Si sforzino!

E nel frattempo? Sia chiaro “fermo restando che, in attesa dell’esecuzione dello stesso, il soggetto dovrà permanere in isolamento domiciliare fiduciario”.

Cosa succede, o meglio, cosa è accaduto fino ad oggi in molti casi? Si sta a casa per i 21 giorni canonici… aspettando Godot. Se vengono e accertano, bene. Altrimenti, sei (giustamente) prigioniero di te stesso e otterrai la sperata liberazione al termine delle classiche tre settimane.

Insomma: si fanno figli e figliastri. Selezionando il diritto alla salute sulla base del censo. Alla faccia – diceva qualcuno – dei “moralisti un tanto al chilo”.

La soluzione è semplice e a portata di mano. Fare i tamponi a tutti, seduta stante, come prevede l’ancora valida ordinanza 1139. Ma ponendo le spese a carico del Servizio Sanitario Nazionale.

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