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Coronavirus e Pasqua, la Conferenza episcopale detta le regole: ecco come si svolgeranno i riti della Settimana Santa

Ramoscelli d'ulivo consegnati a mano, niente lavanda dei piedi e veglia pasquale conclusa entro le 21.30

La Conferenza episcopale italiana, presieduta dal cardinale Gualtiero Bassetti, tramite la Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti ha fornito le indicazioni per lo svolgimento e la partecipazione dei fedeli ai riti della Settimana Santa (pasqua cade il 4 aprile), attenendosi alle indicazioni contenute nel Protocollo stipulato con il presidente del consiglio dei ministri ed il ministro dell’Interno del 7 maggio 2020.

La Cei esorta “i fedeli alla partecipazione di presenza alle celebrazioni liturgiche nel rispetto dei decreti governativi riguardanti gli spostamenti sul territorio e delle misure precauzionali” previste dalle norme anti Covid, dando indicazione che si favorisca “l’uso dei social media per la partecipazione alle stesse” con la trasmissione in “streaming delle celebrazioni in diretta”. I media della Cei – a partire da Tv2000 e dal circuito radiofonico InBlu2000 – copriranno tutte le celebrazioni presiedute dal Santo Padre.

Nello specifico, i vescovi italiani suggeriscono per la Domenica delle Palme (28 marzo), la commemorazione dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme, di evitare assembramenti dei fedeli; che i ministri e i fedeli tengano nelle mani il ramo d’ulivo o di palma portato con sé; in nessun modo ci sia consegna o scambio di rami.

La Messa crismale sia celebrata la mattina del Giovedì Santo (1 aprile) o, secondo la consuetudine in alcune Diocesi, il mercoledì pomeriggio. Qualora fosse impedita “una significativa rappresentanza di pastori, ministri e fedeli”, il Vescovo diocesano valuti la possibilità di spostarla in un altro giorno, entro il tempo di Pasqua.

Il Giovedì Santo, nella Messa vespertina della “Cena del Signore” sia omessa la lavanda dei piedi. Al termine della celebrazione, il Santissimo Sacramento potrà essere portato, come previsto dal rito, nel luogo della reposizione in una cappella della chiesa dove ci si potrà fermare in adorazione, nel rispetto delle norme per la pandemia, dell’eventuale coprifuoco ed evitando lo spostamento tra chiese al di là della propria parrocchia.

Il Venerdì Santo (2 aprile), riprendendo l’indicazione del Messale Romano, il Vescovo introduca nella preghiera universale un’intenzione “per chi si trova in situazione di smarrimento, i malati, i defunti”. L’atto di adorazione della Croce mediante il bacio sia limitato al solo presidente della celebrazione.

La Veglia pasquale (sabato 3 aprile) potrà essere celebrata in tutte le sue parti come previsto dal rito, in orario compatibile con l’eventuale coprifuoco.

Stesse indicazioni per le celebrazioni della Settimana Santa nella diocesi romana di papa Francesco.

Il vademecum del Vicariato di Roma prevede che l’ulivo benedetto vada consegnato in mano, meglio ancora se chiuso in bustine, da persone con mascherina e guanti, o mani disinfettate. “Si eviti che i fedeli si fermino presso i cesti della distribuzione. Creando assembramenti” e per la celebrazione “in Coena Domini” si ometta la lavanda dei piedi.

Secondo il vademecum i fedeli devono evitare “lo spostamento tra le chiese”, visto che l’adorazione si può fare anche “in forma semplice e privata”.

Quanto al Venerdì Santo, si ricorda che “la pia pratica della Via Crucis può essere celebrata solo nell’aula liturgica. Mentre i fedeli rimangano al loro posto. Chi presiede percorre le diverse stazioni. Con i ministranti che recano la croce”. La Veglia Pasquale non va anticipata a prima delle 19. E non si deve concludere dopo le 21.30 in rispetto del coprifuoco.

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