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Lunedì, 17 Gennaio 2022
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Ristoranti e green pass. Il cliente deve averlo, i ristoratori e il personale di servizio non sono tenuti

Ci si chiede come sia accettabile il fatto che chi manipola, somministra, serve alimenti e bevande sia, per così dire, “esentato” dall’obbligo

Figli e figliocci. Anzi: figliastri. Ristoranti e green pass. Il cliente deve averlo, i ristoratori e il personale non sono tenuti. A seguito del nostro seguitissimo servizio di ieri, su quanto accaduto in un ristorante di Corciano, ricevo una ulteriore segnalazione dal lettore C.C., peraltro competente in materia sanitaria. Nella sua veste di “controllato” all’eccesso, fino alla richiesta di dare il proprio cellulare, cosa che si è rifiutato di fare (INVIATO CITTADINO Green pass e confusione: acceso battibecco fra ristoratore e cliente), mi scrive: “Che senso ha il fatto che il cliente venga controllato, per verificare il possesso del green pass, quando lo stesso obbligo non vige per il ristoratore e i suoi collaboratori?”.

Effettivamente, c’è da riflettere. Insomma: ci si chiede come sia accettabile il fatto che chi manipola, somministra, serve alimenti e bevande sia, per così dire, “esentato” dall’obbligo.

“Eppure – aggiunge il competente lettore – le possibilità di infezione sono di gran lunga più alte se il virus colpisce chi sta a contatto con tanti clienti, somministra alimenti, prende ordinazioni e quant’altro”.

Impossibile dargli torto. In tutta evidenza, le probabilità di contaminazione sono altissime nel caso di infezioni a carico di operatori professionali. Che potrebbero trasformarsi in veri e propri untori.

C’è da ritenere che il buon senso induca gli operatori della ristorazione a vaccinarsi. Ma se non lo fanno? Non pare ragionevole imporre l’obbligo? Allo stesso modo in cui lo si impone ai clienti che desiderano essere serviti all’interno delle strutture ricettive. La scelta parrebbe obbligata e coerente con lo spirito di salvaguardia della salute pubblica.

Sarà così? Forse vale applicare il brocardo: “credo quia absurdum” (frase attribuita a Tertulliano, apologeta del II secolo d. C.).

Insomma: apriamo un dibattito. Chi più ne sa più ne dica! Ma è certo che l’obbligo non può essere a senso unico.


 

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