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Coronavirus, anche l'Umbria verso la "zona arancione": cosa si potrà fare e cosa sarà vietato

Coprifuoco dalle 22 alle 5, divieto di circolazione tra regioni, didattica a distanza e divieto di asporto dai bar dopo le 18

Il governo (alle prese con la crisi innescata da Renzi) ha deciso: quasi tutta Italia in zona arancione e il divieto di spostarsi tra le regioni fino al 15 febbraio, con Lombardia e Sicilia che da domenica potrebbero essere le prime zone rosse del 2021. Una scelta per evitare un nuovo lockdown nazionale, dicono da Roma.

Anche per l'Umbria virtuosa sui vaccini (prima in italia ad utilizzare le scorte e a programmare la somministrazione), che ha portato a 186 i posti in terapia intensiva da appena 69 di un anno fa, che potrà contare su un ospedale mobile da campo tutto suo, con altri posti in terapia intensiva e di degenza ordinaria, quindi, si prospetta un passaggio da zona gialla (dopo il blocco di Natale e Capodanno) a fascia arancione. Il tutto con un Rt (l'indice contagio) che oscilla tra intorno all'1 per cento. E' vero che in Umbria i contagi sono in risalita intorno ad una media giorno di 250 ma in passato la zona arancione è scattata quando la pandemia infuriava sopra 600 nuovi positivi e il 55 per cento delle terapie intensive era occupato (ora siamo intorno al 43%).

Rinnovate tutte le misure già in vigore a partire dal coprifuoco dalle 22 alle 5, le scuole superiori in didattica a distanza al 50% (salvo diverse decisioni regionali, come in Umbria che le superiori sono in Dad fino al 25 gennaio), inasprimento delle soglie per accedere alle zone con restrizioni, introdotte con il decreto approvato mercoledì: con Rt 1 o con un livello di rischio “alto” o, ancora, con un'incidenza di 50 casi ogni 100mila abitanti e un rischio moderato, si va in arancione, con Rt a 1,25 in rosso.

Modificato il divieto di spostamento tra le regioni, comprese quelle gialle, fino al 15 febbraio e non più al 5 marzo. Fino a quella data sarà valida la regola che consente una sola volta al giorno ad un massimo di due persone (oltre ai minori di 14 anni conviventi) di andare a trovare parenti o amici nella regione, se questa è in zona gialla, o nel comune se è in zona arancione o rossa. E sempre fino al 5 marzo sarà possibile spostarsi nelle regioni arancioni dai comuni con una popolazione non superiore ai 5mila abitanti, per una distanza non superiore ai 30 chilometri e mai verso i capoluoghi di provincia.

Il governo ha confermato il divieto della vendita da asporto per i bar dalle 18 e deciso di tenere chiuse anche palestre e piscine. Si lavora, invece, per consentire la ripresa almeno agli sport individuali nelle zone gialle, così come cinema e teatri. Si potrà andare, invece, in crociera ed è confermata l'apertura dei musei, ma solo nelle regioni gialle e solo nei giorni feriali.

Introdotta la zona bianca in cui le uniche restrizioni esistenti sono il distanziamento e l'uso della mascherina; ma i parametri previsti sono molto restrittivi: 3 settimane consecutive di incidenza di 50 casi ogni 100mila abitanti e un rischio basso.

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