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Da oggi scompare l'impalcatura che ha impattato per anni corso Vannucci e via Mazzini

Vengono meno i disagi segnalati dai cittadini e dai commercianti per uno degli angoli di maggior appeal dell’acropoli

Da oggi scompare quella orrenda impalcatura che ha impattato per anni corso Vannucci e via Mazzini. Orrenda non in sé, s’intende, ma per l’effetto urticante che ha esercitato su uno dei punti più belli dell’acropoli.

I lavori erano completati da qualche tempo ma, prima dello smontaggio, era in ballo un preventivo per il rifacimento dell’intonaco. Era stata anche avanzata una proposta da parte della ditta che ha eseguito i precedenti lavori. Ma l’accordo non è andato in porto e così si smonta la colossale impalcatura: operazione il cui costo pare essere compreso fra i 30 mila e i 40 mila euro.

Quale la ragione dello smontaggio? Si dice che il condominio, il cui capofila e proprietario con più millesimi è la Telecom, attenda l’applicazione a regime della misura del 110% che renderà possibile effettuare il lavoro a costo zero.

“Ma intanto – commenta aspro un operatore commerciale dell’acropoli – abbiamo dovuto sorbirci questa bruttura per troppo tempo. Con conseguente svalutazione di uno dei punti di maggior appeal dell’acropoli”.

“Il turismo agostano, imprevedibile per qualità e dimensioni, ha scontato questa bruttezza”, aggiunge.

Perché, “per qualità”?

“Non si è trattato – spiega – del turismo (con tutto il rispetto) ‘straccione’, ossia quello fatto di persone che non spendono un centesimo e si portano panino e bottiglietta della minerale da casa”.

Un turismo spendaccione. “Al contrario – specifica – sono mancati gli stranieri, ma (non suoni offesa per nessuno) gli italiani venuti a Perugia era gente in grado di spendere, frequentare ristoranti e negozi di lusso”.

“Prova ne sia – conclude – il consistente volume d’affari realizzato in agosto. Compreso il successo dello Sbaracco, superiore a quello di tutti gli anni precedenti”.

Insomma: la bella stagione, Perugia covid free, la bellezza della città hanno decisamente funto da potente attrattore.

C’è anche chi – come un attivo intermediatore immobiliare perugino, V.S. – ha dovuto traccheggiare, e probabilmente perdere qualche buon affare, grazie al fatto che era controproducente inviare, ad operatori interessati a Perugia, qualche foto con quell’ingombrante tamburlano. Un’immagine tutt’altro che vincente, tale da scoraggiare qualsiasi adesione contrattuale ai tanti (troppi) locali sfitti. Che sarebbe ora di locare a nuove attività, altrimenti il Centro va in malora, finisce in bancarotta, dà forfait, abbassa le serrande. E sarà finita per sempre.

Insomma, quel palco ha fatto da freno e da disturbo all’economia del centro storico. Finalmente viene tolto di mezzo. E c’è chi tira un sospiro di sollievo, esclamando il classico “Era ora!”.

Come sia, da qualche giorno siamo in fase di smontaggio, operazione che dovrebbe essere completata a strettissimo giro. Tanto che da oggi stesso rivedremo il corso nella sua bellezza grifagna.

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