Corso Bersaglieri, via della Formica, via del Pasticcio... Tre diversi ingressi per la rinascita di un unico edificio. Sarà la Casa dei Poveri

La proprietà fa capo alla Confraternita di San Giovanni Battista, rappresentata dal segretario del cardinale Bassetti, Amilcare Conti

Corso Bersaglieri, via della Formica, via del Pasticcio. Tre diversi ingressi per un unico edificio il cui accesso principale è al civico 35 di corso Bersaglieri. Diverrà la Casa dei Poveri. Quel vecchio palazzo, disposto su quattro piani, cadeva a pezzi ed era di fatto abbandonato. La proprietà fa capo alla Confraternita di San Giovanni Battista, rappresentata dal segretario del cardinale Bassetti, Amilcare Conti.

Dopo decenni di abbandono, ci si è decisi al recupero. Per farlo diventare quella Casa dei Poveri che a Perugia mancava. Invero il processo era iniziato con l’intervento allo splendido Oratorio di San Giovannino, posto al pianoterra, ad angolo con via della Formica. Un luogo bello, sede  della Associazione Beata Colomba da Rieti.

I lavori sono iniziati e prevedono la messa in sicurezza, il rifacimento completo di impianti, la realizzazione di appartamenti da destinare a pubblica assistenza,  a favore dei bisognosi. L’importo complessivo per il recupero e la riqualificazione si aggira intorno al milione e mezzo di euro.

Durante i lavori si sono presentate alcune difficoltà e imprevisti, attualmente in fase di brillante risoluzione. Certamente, la salvaguardia e il ripristino di questo edificio conferiranno nuovo appeal alla zona in fase di recupero. Aggiungo che dall’ultimo piano c’è uno stupendo affaccio su  via Bonacci Brunamonti e su Monteluce. Peraltro il palazzo è in una zona caratterizzata dall’attivismo dell’Associazione Porta Pesa e Borgo Sant’Antonio, nota per porre in essere iniziative che vanno ben oltre la semplice organizzazione della festa del santo eremita. Di cui si è ben recuperato l’oratorio, con restauro artistico di lusso. Per non parlare della chiesa di S. Antonio abate, nella parte alta del Borgo, dove si celebrano liturgie e si tengono interessanti e partecipate iniziative culturali. Fra le quali vanno annoverati splendidi concerti dell’Agimus.

Spigolatura personale. Ho abitato in questo edificio e ne ricordo tutti i dettagli e le care figure dei vecchi abitanti: perugini che oggi non ci sono più. Eravamo poveri ma, come si dice, non ci mancava nulla. Dalle finestre su quella strada potei vedere la corsa dei Bersaglieri, in occasione del centenario dell’entrata dalla Porta Sant’Antonio, nel 1960. A memoria della liberazione della città.

Dalla terrazza dei signori Volpi, ragazzo di scuola media (invitato dalla signora Elettra, professione ostetrica), assistetti all’eclissi totale di sole del 1961. Guardavamo il sole sparire, proteggendoci gli occhi con un pezzo di vetro affumicato. E d’improvviso calarono le tenebre. Un cane, disorientato, abbaiava da Monteluce. Il mondo si fermò. Nel cuore un senso di timore e, a luce tornata, un presagio di speranze lungamente accarezzate. Rifattosi giorno, un gallo cantò e la vita riprese a scorrere. Tutto questo - ricordi e nostalgie - ha rinnovato la vista di quel cartello di cantiere che annuncia la rinascita della casa di corso Bersaglieri. Civico 35. Un edificio che risorge a nuova vita. Vite che, in quell’edificio, rinasceranno alla speranza.

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