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Corridoi umanitari, dall'inferno delle carceri della Libia ad Assisi: la diocesi accoglie una giovane eritrea

Dall’inizio dell’anno è la sesta persona, insieme alla famiglia irachena arrivata a maggio 2021, che la Caritas diocesana ospita

La Caritas di Assisi nei giorni scorsi ha accolto una giovane donna eritrea cresciuta in Etiopia. La donna, spiega una nota della Diocesi di Assisi, arrivata il 23 giugno con il secondo Corridoio umanitario dal Niger, insieme a 45 profughi di otto diverse nazionalità che sono stati accolti da 9 diocesi italiane, "ha vissuto in prima persona le atrocità delle carceri libiche. Tramite l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati è stata salvata dall’inferno e trasferita in Niger. La ragazza è molto provata, ma ha anche tanta forza e consapevolezza". 

Dall’inizio dell’anno è la sesta persona, insieme alla famiglia irachena arrivata a maggio 2021, che la Caritas diocesana ospita, partecipando al progetto dei Corridoi umanitari organizzati da Caritas Italiana su mandato della Conferenza episcopale italiana e dall’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati.

In totale le persone accolte dalla Caritas diocesana, dal 2018 ad oggi grazie ai Corridoi umanitari, sono 31.

Nel 2018, aggiunge la Diocesi di Assisi, "a giugno sono arrivati 24 rifugiati eritrei, salvati dai campi profughi dell’Etiopia, sostenuti nel percorso di integrazione del tessuto diocesano anche grazie al sostegno e alla vicinanza di famiglie tutor italiane che continuano tuttora a prestare il loro contributo. Nel 2019 la Caritas ha reso possibile anche l’arrivo della moglie di uno di loro. Alcune di queste 24 persone oggi vivono ad Assisi altre si sono trasferite a Nocera Umbra. Tra le persone accolte nel 2018 dalla Caritas, seppure non rientranti nel progetto dei corridoi umanitari, c’è inoltre una famiglia venezuelana che attualmente vive a Casacastalda".

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