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Coronavirus, mezza Umbria in zona rossa. I sindaci: "Screening di massa, dobbiamo arrestare la curva"

Toniaccini: "I test antigenici sono uno strumento fondamentale di prevenzione, ma ancora poco utilizzati. Controlli periodici da parte di tutti ci consentirà di tornare non certo alla vita di prima, ma a una quotidianità accettabile"

Quello di ieri è stato un confronto proficuo di coordinamento fra i diversi livelli Istituzionali sull’ordinanza regionale con le relative misure per la zona rossa che, come ormai sappiamo, riguarda tutta la provincia di Perugia e i comuni del ternano di Amelia, Attigliano, Calvi dell’Umbria, Lugnano in Teverina, Montegabbione e San Venanzo”: così il presidente facente funzione di Anci Umbria, Michele Toniaccini, ha definito l’incontro di ieri in videoconferenza, richiesto dalla Regione Umbria con i primi cittadini. Oltre a molti dei sindaci dei comuni coinvolti, erano presenti il segretario generale di Anci Umbria, Silvio Ranieri e per la Regione dell’Umbria, la presidente Donatella Tesei, l’assessore regionale Luca Coletto, il dirigente regionale Stefano Nodessi Proietti, il commissario straordinario per l’emergenza Massimo D’Angelo, il direttore regionale alla Sanità Claudio Dario, il Capo di Gabinetto della presidente, Federico Ricci.

“A fronte dei dati sanitari decisamente preoccupanti, ribaditi anche ieri, molte delle decisioni assunte sono state condivise dai sindaci, altre meno, ma tutti concordi sulla necessità di un indirizzo regionale chiaro e unitario. Sia il direttore Dario, sia il commissario D’Angelo, in linea del principio di massima prevenzione e tutela della salute, hanno evidenziato la necessità di procedere anche alla chiusura degli asili nido e delle scuole dell’infanzia”. 

Per Toniaccini, c’è un passaggio del confronto di ieri da evidenziare: “Alcuni sindaci hanno dichiarato che non è il momento questo delle polemiche o delle discussioni. Serve coesione a ogni livello. Le scelte che la Regione ha assunto sono frutto anche di un confronto a monte con il Ministro della Salute e delle indicazioni che le autorità scientifiche e sanitarie hanno dato e a queste dobbiamo anche noi adeguarci. Noi sindaci continueremo a fare la nostra parte, staremo ancor più vicini di quanto non sia stato fatto finora alla popolazione, alle famiglie, agli studenti. Comprendiamo il loro sconforto, le loro preoccupazioni, i loro sentimenti, che sono anche i nostri. Ma dobbiamo arrestare la curva. Abbiamo anche chiesto e ottenuto dal Prefetto più controlli, anche se ritengo che il rispetto delle regole dovrebbe essere automatico e inviolabile, per il bene e la salute di tutti e per evitare di attivare la zona rossa”. 

Coronavirus in Umbria, tutti i comuni della provincia di Perugia e sei di quella di Terni in zona rossa

Per il presidente resta, infine, fondamentale un fatto su cui lavorerà: “Anci Umbria si impegnerà a promuovere ancor più lo screening di massa alla popolazione umbra. I test antigenici sono uno strumento fondamentale di prevenzione, ma ancora poco utilizzati. Controlli periodici da parte di tutti ci consentirà di tornare non certo alla vita di prima, ma a una quotidianità accettabile”.

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