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Coronavirus, Elisei: “Lavoriamo già per la fase 3, Università al servizio dell'Umbria”

Il pro-rettore: “Piano per l'edilizia per riqualificare le strutture, più servizi digitali. In estate esami in presenza. Test di Medicina? Il Ministero deve decidere”

Tra Palazzo Murena e Palazzo Donini la distanza geografica non è tantissima. Qualche centinaia di metri, in linea d'aria. Adesso si è ridotta ancora di più. Il coronavirus fa parte dell'equazione che ha portato al restringimento, ma non è l'unico fattore. “E' il momento delle capacità, non delle appartenenze. L'Università degli Studi di Perugia sta facendo la sua parte, con le sue competenze a disposizione dell'Umbria, in un rapporto cordiale e collaborativo con la Regione e tutte le componenti del territorio. Quello che noi possiamo mettere in campo è tutta la nostra competenza per scegliere le persone migliori e più adeguate per far ripartire la regione”. Fausto Elisei, prorettore dell'Ateneo, fotografa così l'impegno degli accademici in vista della 'fase 2' annunciata dal presidente Conte: “Abbiamo già cominciato a rispondere a delle esigenze, come nel caso del reperimento dei reagenti per i tamponi o in quello del reperimento dei fondi per aiutare le aziende”. E ancora: “Il Rettore Oliviero sta organizzando un gruppo di esperti dell'Università per aiutare il territorio. L'obiettivo è quello di mettere in sinergia competenze e le risorse, l'Umbria è piccola e non può rimanere divisa al proprio interno. Abbiamo bisogno di un piano di sviluppo che riguarderà economia e sanità, l'Università può e farà la sua parte”.

Un “contributo operativo”, lo definisce il professore, “anche per quanto riguarda la sicurezza e il ritorno degli studenti a Perugia e in Umbria”. Più nel dettaglio: “Dal punto di vista della progettazione non ci siamo mai fermati. Stiamo progettando delle iniziative importanti che potranno mettere sul territorio una quantità di risorse non indifferente. E questo è uno dei contributi che l'Università può dare, attraverso lo sviluppo della sua edilizia e dei suoi servizi, anche alla ripartenza dell'economia”.

Sul fronte dell'edilizia universitaria “la cubatura che abbiamo a disposizione è più che sufficiente – sottolinea Elisei – , noi dobbiamo puntare su una riqualificazione dell'esistente. Abbiamo delle lacune che vanno un po' colmate. Ci manca un polo scientifico-tecnologico per lo sviluppo della ricerca e della didattica nei settori di punta. C'è bisogno di aule e laboratori adeguati agli obiettivi ambiziosi che uno ha”. E Palazzo Murena li ha.

Sul fronte della didattica, invece, Elisei annuncia già “lo studio della fase 3” da parte dell'Università degli Studi di Perugia. Con ordine: “Per la fase due continueremo con gli insegnamenti a distanza, ma per la fase 3 progettiamo insegnamenti misti, in parte in presenza e in parte distanza”. Il che significa il ritorno in aula. “Le date indicative sono fase 2 fino ad agosto e fase 3 fino a gennaio 2021”. E ancora: “Speriamo di poter sperimentare nella sessione di luglio anche esami in presenza, ma il servizio online rimarrà comunque attivo”. Puntualizzazione: “La modalità di lavoro dipenderà dal poter garantire la sicurezza di personale, professori e studenti”. Dipenderà, cioè, “la possibilità di reperire dispositivi di protezione individuale in quantità adeguate alle esigenze. Stiamo parlando di 2000 dipendenti e 24mila studenti, anche se noi ne mettiamo in aula anche il 30% i costi sono enormi. Si parla di costi da 150mila euro al mese: si tratta di trovare risorse e dispositivi”.

E poi c'è il test di medicina, con migliaia di candidati alla selezione: “Un problema nazionale – lo definisce il pro-rettore – che dipenderà dalle decisioni del Ministro e dall'andamento del coronavirus”. Ovvero: “Una selezione di questo tipo coinvolge un numero enorme di persone, non è facile da gestire. Il Ministro diceva che voleva fare le selezioni in presenza, significa che il coronavirus è praticamente sparito”. Complesso. “In Ateneo – prosegue Elisei – si sta discutendo per ampliare un po' il numero degli studenti dell'area medica. C'è disponibilità a crescere con i numeri, ma il problema con le selezioni è importanti. Il boccino ce l'ha in mano il Ministro e il Ministero deve dare indicazioni precise”. Per gli altri corsi ad accesso programmato dell'Ateneo di Perugia “la situazione è meno complessa e più elastica”.

Qualcosa dell'emergenza, però, rimarrà in tasca all'Università. Detto con le parole del pro-rettore, “terremo la dematerializzazione delle pratiche amministrative e i servizi completamente online per gli studenti. L'alfabetizzazione informatica rimarrà anche dopo l'emergenza, stiamo cercando di superare indenni un momento di difficoltà ma anche di cogliere delle opportunità”. Opportunità come “lezioni online per studenti lavoratori o per chi ha difficoltà a muoversi anche dopo la fase 3. Lavoriamo per tenere in piedi un sistema online di lezioni e approfondimenti, un servizio in più per i nostri studenti”.

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