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Coronavirus, il 'metodo' Giove: "Così la zona rossa è tornata sotto controllo"

L'Usl Umbria 2: "Le ordinanze della Regione e un'indagine a tappeto con test sierologici di massa hanno portato a un'esperienza 'pilota' che sarà utile anche ad altri territori"

Test sierologici di massa e un'indagine a tappeto sullo stato immunitario della popolazione grazie alla sinergia tra Regione e Usl Umbria 2, così nella zona rossa del Comune di Giove l'emergenza coronavirus sta tornando sotto controllo. "Grazie alle misure di contenimento del virus SARS-CoV-2 disposte dalla Presidente della Regione Umbria Donatella Tesei su nostra proposta - si legge in una nota dell'Umbria 2 - Il quadro epidemico delle scorse settimane, che si presentava decisamente preoccupante, è ormai sotto controllo ed in via di lenta (per le caratteristiche e gli effetti del virus) ma graduale risoluzione". 

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ZONA ROSSA - "La comparsa dei primissimi casi a fine marzo - spiega ancora il comunicato - e l’aumento esponenziale e rapido dei contagi - nel giro di pochi giorni si è arrivati a 27 soggetti positivi con interessamento di 21 persone in 9 nuclei familiari - hanno reso necessaria e non rinviabile l’adozione della prima ordinanza restrittiva del 10 aprile. Da allora sono stati eseguiti, fino allo scorso 23 aprile, 405 tamponi orofaringei che hanno permesso di individuare altri dieci casi positivi, arrivando a quota 37. Per tale motivazione l’azienda Usl Umbria 2 ha proposto ed ottenuto, grazie alla seconda ordinanza della presidente della Giunta Regionale, il prolungamento delle misure di isolamento dell’intera popolazione del comune di Giove fino al 3 maggio. Questo periodo è stato utilmente impiegato non solo per il monitoraggio e il controllo dei soggetti positivi, ma anche per acquisire ulteriori elementi a sostegno del contenimento del quadro epidemico, in particolare la valutazione di massa dei residenti con età superiore ai 14 anni non ancora sottoposti a tampone, al fine di verificarne la negatività immunologica".

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'METODO GIOVE ' - Un'indagine a tappeto "tra le pochissime in Italia", come la definisce l'Usl Umbria 2: "I test sierologici di massa, che presentavano nel contesto dato (popolazione “chiusa” da almeno 14 giorni) un’alta sensibilità e specificità, hanno previsto il prelievo capillare di sangue per individuare la presenza di anticorpi IgM e IgG. In caso di esito negativo l’attendibilità del test sierologico rapido su sangue capillare è pari al 97% mentre la predizione positiva del test nell’individuare soggetti portatori di virus e quindi potenzialmente infettivi può raggiungere il 24%.  Il risultato positivo del test rapido deve essere quindi confermato (o meno) da un successivo tampone orofaringeo dato che i test di screening hanno lo scopo di individuare coloro che sono sicuramente sani (nella ricerca condotta a Giove 836) dai potenzialmente infetti (73) che vanno poi sottoposti a test di conferma (13 casi positivi, peraltro totalmente asintomatici)". L’enorme portata dell’indagine è confermata dai numeri: "Sono stati eseguiti ben 909 test sierologici e 507 tamponi naso faringei. La popolazione presa in esame, come detto, va dai 14 anni in su e il primo dato rilevante riguarda l’esito negativo di tutti i test effettuati nei residenti con fascia di età compresa tra i 14 ed i 18 anni. Sui 909 test sierologici rapidi su sangue capillare effettuati, per 73 soggetti è stato necessario ricorrere, per i motivi sopra riportati, ad ulteriore approfondimento con l’esecuzione del tampone. Di questi 13 soggetti sono risultati positivi, che porta a 50 il numero complessivo dei casi Covid+ nel territorio di Giove dall’inizio dell’emergenza sanitaria. A fronte delle guarigioni, sono 30 i casi attualmente positivi di cui 20 soggetti asintomatici, 6 con sintomi lievi e 4 persone ricoverate in ospedale. A ciò si aggiungono, purtroppo, anche due decessi".

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ESPERIENZA PILOTA - L’approfondita indagine sulla popolazione, supportata dall’utilizzo dei test sierologici rapidi, si è rivelata di fondamentale importanza perché ha permesso di individuare nel territorio tutti i casi totalmente asintomatici (dei venti casi complessivi 13 sono stati intercettati tramite i test rapidi sierologici) che, in assenza di zona rossa e di tali controlli, avrebbero potuto diffondere ulteriormente ed esponenzialmente il contagio tra i residenti. "Da sottolineare che la popolazione ha partecipato massivamente all’iniziativa - sottolinano ancora dall'Usl Umbria 2 - consentendo un’efficace mappatura di tutta la popolazione ultraquattordicenne. La piena riuscita dell’indagine a tappeto è stata possibile grazie al contributo e al lavoro sinergico delle istituzioni e delle associazioni di volontariato. Si è registrata una proficua cooperazione tra azienda sanitaria Usl Umbria 2 con l’impegno di tutte le risorse professionali del distretto di Narni e Amelia e la presenza in loco dei vertici aziendali, Comune di Giove e associazioni di volontariato Croce Rossa, Misericordia e Protezione Civile, primo esempio di collaborazione attuativa del protocollo di intesa siglato recentemente tra la Regione Umbria, Assessorato alla salute e alle Politiche Sociali, Aziende Sanitarie Territoriali Usl Umbria 1 e 2 e le stesse Associazioni. Partendo da questa importante esperienza pilota - conclude la nota -, in presenza di un quadro della situazione ben definito e tenendo sempre alta l’attenzione, si potranno programmare ulteriori iniziative, anche in altri contesti regionali, con puntualità, consapevolezza e maggiori certezze.

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