Coronavirus, test rapidi anche nei laboratori privati: ma la Regione impone regole ferree

Il documento definisce le disposizioni da rispettare per gli esami in grado di rilevare la positività al Covid-19

I tamponi non bastano per combattere l'emergenza coronavirus ed ecco che la Regione Umbria fa un passo avanti nella lotta al contagio con la definizione di un protocollo di prescrizioni per l’esecuzione dei test sierologici presso i laboratori privati. In base al documento, il test per rilevare la positività al Covid-19 dovrà essere eseguito su prescrizione di un medico e l'esecuzione dell'esame deve avvenire nel rispetto di rigidi protocolli di sicurezza e protezione, definiti dal laboratorio, per evitare la diffusione del contagio. Inoltre, deve essere raccolto il consenso informato del soggetto all’esecuzione del test e alla trasmissione dei risultati ai Servizi dell’Azienda Sanitaria Locale ai fini del controllo epidemiologico e di sanità pubblica. L’informazione al soggetto al quale viene effettuato l’esame deve specificare le caratteristiche del test e le finalità, nonché i limiti e il significato dei risultati dell’esame e la necessità di isolamento in caso di test positivo. 

Coronavirus in Umbria, il piano per la sicurezza dei lavoratori

In caso di positività (sia per IgM, che per IgG, che per IgM+IgG), si deve invitare il soggetto a rientrare al proprio domicilio e quindi a mantenere l’isolamento, anche dai propri familiari, mentre il laboratorio che ha effettuato il test sierologico deve immediatamente segnalare il caso positivo  al Servizio di Igiene e sanità Pubblica competente per i provvedimenti del caso; la tracciabilità della prestazione deve essere garantita anche per i test sierologici rapidi in immuno-cromatografia. Inoltre è richiesto un referto firmato, contenente le specifiche del test utilizzato.  L’esito dell’esame, sia positivo che negativo, deve essere comunicato all’Azienda Sanitaria tramite inserimento nei sistemi informatici regionali di biosorveglianza.

La normativa della Regione: ecco cosa deve fare chi ritorna in Umbria

Il documento prevede poi la costituzione di un Comitato per il controllo e monitoraggio dell’attuazione di tutte le disposizioni e dei risultati dei dati elaborati dal sistema di sorveglianza, inoltre sarà soggetto a rivalutazione in relazione all’ evoluzione degli scenari epidemiologici e delle conoscenze scientifiche e in base all’esito del monitoraggio previsto dal Decreto del Ministero della Salute del 30 aprile 2020 “Emergenza Covid-19: attività di monitoraggio del rischio sanitario connesse al passaggio dalla Fase 1 alla Fase 2”.

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Disposizioni laboratori privati - Scarica qui il documento della Regione

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