Coronavirus, 84enne positivo e con frattura trasferito da Castello a Terni. Coletto: "L'Umbria fa sistema"

L'assessore regionale alla Salute si complimenta con l'ospedale ternano per l'assistenza fornita a un anziano paziente Covid con un quadro clinico particolarmente complesso

La collaborazione tra due dei sette 'Covid Hospital' umbri per garantire la migliore assistenza e le migliori cure a un anziano paziente positivo al coronavirus e alle prese con altre complicazoni. Una capacità di fare sistema che trova il paluso di Luca Coletto, assessore regionale alla Salute. 

“La professionalità, nonché la sensibilità e l’attenzione dimostrata in questi giorni dall’Azienda ospedaliera di Terni nella pronta accoglienza e gestione di un paziente covid trasferito dall’ospedale di Città di Castello per valutazioni altamente specialistiche, dimostra come gli ospedali umbri riescano a lavorare in rete con l’obiettivo di garantire le migliori cure ai cittadini afferma Coletto -. Ringrazio il commissario straordinario dell’Ospedale di Terni, Andrea Casciari, e tutti professionisti che si sono adoperati per la cura e l’assistenza di un paziente di 84 anni che si era procurato una grave frattura in seguito a una caduta”. 

“Le condizioni cliniche complesse del paziente che si è rivelato positivo al virus SARS-coV2 dopo l’effettuazione del tampone - spiega ancora l’assessore - aggravate dagli esiti della caduta, hanno reso necessario il trasferimento da Città di Castello in un centro di riferimento HUB dove sono attivi precisi protocolli anche per interventi su pazienti covid. Considerata l’indisponibilità di posti letto di Perugia, è stata contattato l’azienda ospedaliera di Terni, ancora covid hospital, come centro di secondo livello in analogia a Perugia. Ritengo che questa pronta e celere organizzazione tra i servizi sanitari regionali - prosegue Coletto - debba costituire una base utile non per alimentare polemiche, ma per rassicurare gli umbri sul fatto che, in questa fase di grande emergenza, la sanità sia riuscita a fare sistema per garantire assistenza a tutti i cittadini, in primis alle persone fragili, con pluripatologie e anziani”.

E ancora: “Non dobbiamo dimenticare che anche se fortunatamente in Umbria la circolazione virale si è quasi azzerata, siamo ancora in emergenza, così come ci sono ancora pazienti covid che hanno bisogno di essere curati con professionalità così come sta avvenendo nei nostri ospedali. La dimostrazione arriva dal fatto che molti pazienti guariti hanno espresso parole di apprezzamento nei confronti dei medici e degli operatori degli ospedali umbri dove, oltre alle cure con i farmaci - conclude Coletto -, hanno trovato quel valore aggiunto che è l’umanizzazione delle cure”.

LA NOTA DI TERNI - Sulla vicenda del paziente di Città di Castello poi c'è anche una nota dell'azienda ospedaliera di Terni: "In riferimento alle notizie allarmistiche che si stanno diffondendo circa il trasferimento di un paziente positivo al Covid dall’ospedale di Città di Castello all’ospedale di Terni avvenuto il 9 giugno, la direzione aziendale precisa che l’ospedale di Terni ha semplicemente garantito la cura e l’assistenza a favore di un paziente fragile di 84 anni, con frattura di femore e un quadro clinico particolarmente complesso che, in base a quanto riferito dall’ospedale tifernate che ne ha richiesto il trasferimento, necessitava delle competenze di un ospedale DEA di secondo livello. L’accoglienza e la gestione del paziente non ha in alcun modo inficiato la normale attività chirurgica e assistenziale dell’ospedale di Terni". 

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E ancora: "Con l’occasione si segnala che nell’ambito del progressivo ripristino delle attività ordinarie, nel rispetto delle misure di sicurezza ancora previste in questa fase dell’epidemia, il 10 giugno sono state regolarmente effettuate circa sessanta procedure chirurgiche e che, più in generale, la programmazione chirurgica dell’Azienda ospedaliera Santa Maria di Terni per il mese di giugno è all’80% circa del dato storico in termini di sedute operatorie assegnate. Si ribadisce in ogni caso che per la gravità e la complessità del quadro clinico della paziente - conclude la nota -, il caso richiedeva una consulenza di alta specialità che rientra nella missione di una azienda ospedaliera di secondo livello altamente specialistica come l’ospedale di Terni. 

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