Dalla Protezione civile 27mila mascherine al Comune di Perugia per i soggetti più deboli

Partita oggi la distribuzione dei dispositivi di protezione. L'assessore Cicchi: "La parola d'ordine della Fase è 'sicurezza': nessuno deve restare escluso"

Non solo il prezzo calmierato dal governo, in Umbria si fa di più per garantire a tutti l'accesso alle mascherine che diventano una protezione fondamentale nella Fase 2 dell'emergenza coronavirus. La Protezione Civile Regionale ne ha infatti distribuite 27mila al Comune di Perugia per consentirne la consegna ai cittadini over 65 non autosufficienti, ai disabili non autosufficienti e ai soggetti in povertà assoluta. Una platea che l'amministrazione del capoluogo si è prontamente attivata ad individuare, tenendo conto delle situazioni di maggior fragilità sociale sia all’interno delle strutture residenziali, dei centri diurni, delle persone seguite in regime di assistenza domiciliare e tutti quei soggetti impossibilitati ad assicurarsi adeguata protezione.

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Mascherine a 0,50 euro quasi introvabili: il sindaco di Deruta ne regala 10mila

E proprio oggi, lunedì 11 maggio, è iniziata la consegna da parte delle associazioni e cooperative che collaborano con il Comune, mentre il ritiro dei singoli cittadini si potrà fare presso la sede della Protezione Civile di Perugia. “Il 4 maggio è ufficialmente finito il periodo di totale lockdown del Paese con l’inizio della tanto attesa fase 2 - ha spiegato Edi Cicchi, assessore alle Politiche sociali del Comune di Perugia -, tra speranze e timori per una battaglia che è tutto fuorché conclusa. Questo accenno di ripartenza, nonostante una curva dei contagi in costante discesa, non rappresenta infatti un 'via libera'” ma piuttosto l’avvio di una fase di convivenza con il virus, caratterizzata dalla necessità di un senso di responsabilità sempre più forte e di cautele ancor più elevate. La parola d’ordine è dunque 'sicurezza', che si traduce nel consolidamento del rispetto delle misure di contenimento del contagio, distanziamento sociale e utilizzo di dispositivi di prevenzione individuale come guanti e mascherine. La strada da fare per ritenerci davvero liberi da questo pericolo è ancora lunga e l’attenzione deve essere ancora massima, ma solo attraverso azioni di collaborazione tra i vari livelli di governo nazionale e locale, realtà del territorio e cittadini si può creare un “girotondo virtuale” che ci consentirà di uscirne al più presto e più forti e dal quale nessuno deve restare escluso”.

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